'Ndrangheta e massoneria, gli elenchi delle logge vibonesi al vaglio dell'Antimafia (NOMI)
Nei giorni scorsi la denuncia del procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri sulle possibili infiltrazioni nelle logge della criminalità organizzata
'Ndrangheta e massoneria non camminano ormai da decenni su strade parallele. In alcune aree della Calabria le loro strade si sono spesso incrociate. Logge più o meno deviate hanno finito per fare nel tempo da ponte con la criminalità organizzata. La questione è finita in commissione Antimafia dove il procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri ha ribadito nei giorni scorsi un concetto già espresso al giornalista Riccardo Iacona: "C’è un rapporto tra massoneria deviata e ‘ndrangheta ancora oggi, anzi forse è ancora più stringente, in termini numerici, di prima”.
L'allarme. Lo stesso magistrato non aveva esitato a definire "la provincia di Vibo Valentia quella con più alta densità massonica d’Italia". Sul territorio si contano numerose logge, appartenenti a vari ordini. Dieci sarebbero "stanziate" soltanto nella città capoluogo. Le altre si troverebbero ramificate sull'intera provincia, da Nord a Sud, da Filadelfia a Limbadi.
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La mappa nel Vibonese. Cinque logge appartengono al Goi e dal 2007 hanno un'unica sede. Quella del tempio della loggia madre Michele Morelli. Si tratta della loggia "Carducci", nata nel 1972 per gemmazione della Morelli, della "Monteleone", fondata nel 1995, della "Murat", nata nel 2007, della Musolino, venuta fuori nel 2008. Tre invece sarebbero le logge di riferimento della Gran Loggia d'Italia che hanno sostituito la "Bettino Ricasoli". Presente pure la loggia "Parsifal" e la Gran Loggia Garibaldini d'Italia.
L'atto. Ebbene, ieri la Commissione parlamentare Antimafia ha deliberato all’unanimità il sequestro degli elenchi degli iscritti, dal 1990 a oggi, alle logge di Calabria e Sicilia delle associazioni massoniche: Grande Oriente d’Italia; Gran Loggia Regolare d’Italia; Serenissima Gran Loggia d’Italia; Gran Loggia d’Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori. "Nel corso di missioni in Calabria e Sicilia, di documentazione acquisita ed audizioni finora svolte -ha detto la presidente Rosy Bindi - sono emersi preoccupanti elementi sul rischio di infiltrazione da parte di Cosa Nostra e della 'ndrangheta di settori della massoneria".
'Ndrangheta e massoneria, la commissione antimafia chiede gli elenchi degli iscritti
Gli elenchi tenuti nascosti. Il provvedimento – secondo quanto riporta Agenparl – è stato assunto in seguito alla mancata consegna degli elenchi più volte richiesti dalla Commissione. Al fine di acquisire la documentazione necessaria, la Commissione ha delegato lo Scico della Guardia di Finanza di Roma a procedere alle perquisizioni delle sedi nazionali delle quattro associazioni.

La replica. Immediata la reazione del Gran Maestro Stefano Bisi. “Oggi è stata commessa una palese discriminazione nei confronti di una Istituzione libera e secolare come la Massoneria e c’è stata una grave violazione della democrazia e delle leggi dello Stato. Il sequestro degli elenchi dei liberi muratori del Grande Oriente d’Italia appartenenti alle logge di Calabria e Sicilia da parte della Commissione Antimafia presieduta dall’onorevole Rosy Bindi, è un atto arbitrario e intimidatorio”. “Quando il protagonismo politico, mascherato da indagine, prende il sopravvento – ha affermato Bisi – si finisce per percorrere una strada che porta lontano dalla necessità di capire e che finisce per sconfinare nell’illegalità. Si fa solo del sensazionalismo che non serve ad altro che ad alimentare una ingiustificata ed intollerabile caccia all’uomo e che colpisce migliaia di cittadini perbene iscritti ad una nobile istituzione”.
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