Vibo, sciopero della fame e politica in silenzio: "Siamo cadaveri che camminano" (VIDEO)
"Da Pino non è andato nessuno ma sui giornali è apparsa la fotografia del sindaco vicino alla tomba romana: ci poteva andare l'assessore ai Lavori pubblici, ci sono delle priorità. Noi siamo cadaveri che camminano". A parlare è Angela Bonaventura, commerciante vibonese che lo scorso novembre aveva iniziato uno sciopero della fame per protesta contro le chiusure imposte dall'allora Dpcm. In quell'occasione aveva ricevuto la solidarietà del sindaco di Vibo Maria Limardo e dell'Amministrazione comunale, al contrario del suo collega Giuseppe Iennarella che - come abbiamo raccontato ieri - non ha ricevuto alcun supporto dalla politica cittadina nonostante sia rimasto ben sette giorni senza nè mangiare nè bere. "Sono molto amica del signor Iennarella - racconta Angela Bonaventura ai nostri microfoni - e mi dispiace moltissimo per la sua situazione".
"Da me il sindaco è venuto a esprimere vicinanza - continua la commerciante - ma concretamente non ha fatto nulla". Quindi nei fatti l'Amministrazione è o no vicina ai commercianti? "Assolutamente no. Il fatto che dicano di non aver letto i giornali (e per questo non sapevano della protesta del signor Iennarella, ndr) è una cosa sconvolgente. Se l'assessore al Commercio, che non so nemmeno chi è, dice di non aver letto i giornali perchè oberato di lavoro, mi chiedo: ma il lavoro sul territorio dove sta? Sarebbe utile che vada in giro per i negozi, perchè l'assessore al Commercio deve avere un confronto forte con i commercianti per poter capire i veri problemi che stiamo vivendo. Il Comune sa parlare solo di tributi, ma non abbiamo soldi".
Vista la situazione di forte crisi economica, continua Angela Bonaventura, lo sciopero della fame è stato un gesto forte ma necessario. "Fare una cosa del genere non è facile - afferma - Pino ha fatto fame e sete, io solo fame e per questo ho retto di più. Ma ci vuole forza, perchè non hai idea di quello che ti succede internamente, non è facile". In questo momento storico, inoltre, "ci vuole coraggio", perchè "io sono rimasta sola, non mi ha risposto il prefetto non mi ha risposto nessuno, anche se continuo a ricevere messaggi di solidarietà. Ma sai perchè è importante che ci siano persone come me e Pino? Perchè scuotono la coscienza del piccolo, di quello come me, che non ha voce. Questi gesti servono, e se a Vibo Valentia c'è qualcun altro che vuole fare questa cosa non è ripetitivo, è rafforzativo". Con un appello finale per le prossime elezioni, ai vibonesi ma anche a tutti i calabresi: "Mettetevi una mano sulla coscienza - conclude - e scegliete per il meglio di questa terra".
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