Armi e munizioni, denunce e sequestri nel Vibonese
Un uomo è stato denunciato per l'ipotesi di maltrattamenti in famiglia
Prosegue senza sosta l'attività di prevenzione e controllo del territorio messa in campo dal Comando provinciale dei Carabinieri di Vibo Valentia, impegnato nel monitoraggio della regolare detenzione delle armi e nell'adozione delle misure previste dall'ordinamento per prevenire situazioni potenzialmente pericolose per la sicurezza pubblica. Negli ultimi giorni, tre distinti interventi eseguiti nei comuni di Filandari, Acquaro e Mileto hanno portato al ritiro cautelare di armi, munizioni e titoli di polizia e al deferimento di tre persone alla Procura della Repubblica di Vibo Valentia.
Il primo episodio risale al 19 giugno e si è verificato a Filandari, dove i Carabinieri della locale Stazione hanno denunciato un uomo con l'ipotesi di detenzione abusiva di armi e porto abusivo di armi. Nel corso dei controlli, i militari hanno accertato che l'interessato aveva trasferito un fucile semiautomatico e una pistola semiautomatica presso la nuova abitazione utilizzando un titolo autorizzativo ormai scaduto e senza provvedere alla preventiva comunicazione prevista dalla normativa vigente. Al termine degli accertamenti sono stati ritirati cautelativamente un fucile semiautomatico, una pistola semiautomatica e circa novanta cartucce.
Il secondo intervento è stato eseguito ad Acquaro dai Carabinieri della Stazione di Arena. In questo caso, un uomo è stato denunciato per l'ipotesi di maltrattamenti in famiglia. L'attività è scaturita dall'intervento dei militari presso l'abitazione della coppia, dove la donna avrebbe riferito di essere stata sottoposta, nel corso degli ultimi mesi, a continue condotte di controllo e pressioni psicologiche tali da costringerla ad abbandonare l'attività lavorativa, dichiarando inoltre di vivere in un persistente stato di ansia e timore. Alla luce degli elementi raccolti, i Carabinieri hanno attivato la procedura prevista dal "Codice Rosso" e disposto il ritiro cautelare delle armi regolarmente detenute dall'uomo e del relativo titolo di polizia.
L'ultimo intervento ha interessato Mileto, dove una persona è stata denunciata per minaccia aggravata. L'indagine è partita dalla denuncia presentata da un pensionato che ha riferito di essere stato minacciato di morte dal fratello al termine di un acceso diverbio riconducibile a vecchie controversie familiari. Anche in questo caso i militari hanno proceduto al ritiro cautelare delle armi e delle munizioni legalmente detenute dall'indagato, mentre proseguono gli accertamenti per chiarire nel dettaglio la dinamica dei fatti.
Le tre operazioni si inseriscono nel più ampio dispositivo di prevenzione predisposto dal Comando provinciale dei Carabinieri di Vibo Valentia, finalizzato non solo alla verifica della regolarità nella detenzione delle armi, ma anche all'adozione di misure tempestive quando emergono situazioni che potrebbero rappresentare un rischio per la sicurezza delle persone, soprattutto in ambito familiare. Un'attività che punta a prevenire possibili escalation di violenza attraverso gli strumenti di tutela previsti dalla legge.
Come previsto dall'ordinamento, i procedimenti si trovano nella fase delle indagini preliminari e le contestazioni formulate dovranno essere vagliate dall'autorità giudiziaria nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.
