Il 38enne di Sant'Onofrio si trova ora ristretto al 41 bis all'interno dell'istituto penitenziario di Parma. Era stato arrestato nell'ambito dell'operazione"Conquista"

Carcere duro per Domenico Bonavota, il presunto boss dell'omonimo clan operante a Sant'Onofrio, nel Vibonese. Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha infatti accolto la richiesta della Procura distrettuale antimafia di Catanzaro che aveva sollecitato l'applicazione al 41 bis per il 38enne detenuto nell'istituto penitenziario di Parma.

Da "Talitha Kum" a "Conquista". Attualmente Domenico Bonavota è imputato dinanzi al Tribunale collegiale di Vibo Valentia nel processo nato dall’operazione antimafia denominata “Talitha Kum” per una serie di estorsioni e danneggiamenti aggravati dal metodo mafioso commessi ai danni della cooperativa “Talitha Kum”. Il 38enne di Sant'Onofrio si trova tuttavia in carcere per un'altra inchiesta, quella denominata “Conquista”, condotta dai carabinieri di Vibo Valentia e relativa agli omicidi di Domenico Di Leo, detto “Micu i Catalanu”, e Raffaele Cracolici, alias “Lele Palermo”, assassinati nel 2004.

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