"Nessun collegamento con la 'ndrangheta, nessun imbarazzo per la Curia o per la Parrocchia. Tutto regolare all'Affruntata di Sant'Onofrio". E' quanto, in estrema sintesi, la Confraternita del Santissimo Rosario ha voluto precisare in risposta all'inchiesta riportata da Zoom24 nelle scorse settimane e in relazione all'ultima edizione della secolare rappresentazione religiosa svoltasi come di consueto in piazza Umberto I nel giorno di Pasqua.

Cosa avevamo scritto. Nel pezzo pubblicato il 24 aprile scorso (LEGGI QUI) avevamo parlato dell'Affruntata di Sant'Onofrio e delle presunte ingerenze da parte di ambienti vicini alla 'ndrangheta avendo appreso che le persone che avevano portato in spalla le statue risultavano e risultano ancora stretti congiunti di un esponente di spicco del clan Bonavota. Particolari che - secondo quanto sostiene oggi la Confraternita del Santissimo Rosario - non imbarazza la Curia vescovile e neanche la Parrocchia locale.

Le precisazioni della Confraternita. Secondo quanto si legge nel comunicato stampa "la Confraternita si è attenuta al regolamento emanato dal vescovo monsignor Luigi Renzo nel 2015 ed ha applicato le norme e le procedure previste per le feste e la scelta dei “portatori”; l'estrazione dei portatori è avvenuta domenica 7 aprile 2019, quindici giorni prima di Pasqua, come prescritto subito dopo la messa delle 18, alla presenza di almeno 50 persone, tra cui molti aspiranti portatori non estratti. Sono stati pubblicamente prima sorteggiati i portatori del venerdì santo, poi quelli di domenica di Pasqua (Affruntata). A questa ultima estrazione erano presenti anche i carabinieri della Stazione di Sant' Onofrio. Né durante e né alla fine del sorteggio sono state fatte contestazioni, anzi sono stati mossi solo apprezzamenti per la trasparenza e la correttezza con cui si sono svolte le operazioni del sorteggio; i nomi dei portatori sono stati resi pubblici affiggendo l’elenco alI’albo della Chiesa e in spirito di collaborazione il giorno successivo all'estrazione (lunedì 8 aprile 2019), il priore ha provveduto a portare personalmente i nominativi alla stazione dei carabinieri, consegnandoli direttamente al comandante". Insomma tutto si sarebbe svolto seguendo il regolamento del vescovo e le solite procedure mentre il parroco avrebbe garantito che lo svolgimento del sorteggio si effettuasse secondo lo statuto diocesano e senza obblighi d'intesa con alcuno. "I responsabili della Confraternita  - conclude la nota - non hanno ricevuto nessun tipo di comunicazione da parte di organi istituzionali, per cui tutto si è realizzato come previsto e senza alcun imbarazzo né per la Curia né per la Parrocchia".

Le precisazioni di Zoom24. Lontani dal voler criminalizzare l'Affruntata di Sant'Onofrio che resta uno degli avvenimenti più importanti della Pasqua vibonese, ci limitiamo ad aggiungere alcune puntualizzazioni sulla nostra inchiesta. Confermiamo il dato più importante: la statua della Madonna è stata portata nel giorno di Pasqua da stretti congiunti di un esponente di spicco del clan Bonavota; non abbiamo ricevuto conferma sulla presenza dei carabinieri al sorteggio, quanto meno all'atto dell'estrazione; la nostra inchiesta non contesta le modalità del sorteggio ma l'esito che ha suscitato. Quello che la Confraternita non sa è che tutto è partito dallo scalpore manifestato da diversi fedeli di Sant'Onofrio che hanno segnalato con sdegno quanto avvenuto nel giorno di Pasqua. Segnalazioni che abbiamo ovviamente verificato con fonti qualificate prima di scrivere il pezzo. Non risulta in alcun atto ufficiale la trasmissione dei nomi dei portantini in Questura, Prefettura, tanto meno alla Stazione dei Carabinieri di Sant'Onofrio. Ci risulta, poi, prassi consolidata che da almeno tre anni vengono negati i nominativi del portatori delle statue alle forze dell'Ordine e la giustificazione sarebbe un presunto divieto del vescovo. Quanto accaduto nel 2019 presenta diverse similitudini con la Pasqua del 2014 quando l'antico rito dell'Affruntata venne cancellato per le infiltrazioni della criminalità organizzata. Ieri come oggi a portare la Madonna ci avevano provato più o meno le stesse persone. All'epoca il Comitato per l'ordine e la sicurezza aveva stabilito che a portare a spalle le statue fossero i volontari della Protezione civile, Sant'Onofrio si ribellò e preferì rinunciare all'evento. Due situazioni quasi identiche con epiloghi differenti. Confermiamo la presenza di un dossier fotografico e di un'informativa redatta dai Carabinieri. Su quanto accaduto domenica di Pasqua a Sant'Onofrio è stata ovviamente informata la Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. Non è passata poi inosservata l'assenza alla processione di pezzi importanti dello Stato di solito presenti al fianco delle istituzioni locali. Evidentemente sapevano e non hanno inteso presenziare. Come ama dire spesso Gratteri in circostanze del genere: "La storia spiegherà".