Importante svolta giudiziaria per uno dei principali filoni dell'operazione antimafia denominata "Aquarium". Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha annullato la misura della custodia cautelare in carcere nei confronti di Carlo Maiolo, disponendo per l'indagato la sostituzione con la misura meno afflittiva degli arresti domiciliari.

Maiolo era stato arrestato lo scorso 26 marzo nell'ambito del blitz che aveva colpito presunte organizzazioni criminali dedite al traffico di sostanze stupefacenti. Secondo l'impostazione accusatoria della Procura Distrettuale, l'uomo avrebbe ricoperto il delicato ruolo di finanziatore dell'associazione (ex art. 74 DPR 309/1990).

Nello specifico, gli inquirenti gli contestavano di aver fornito una somma pari a 30 mila euro, denaro che sarebbe servito all'acquisto di una partita di droga per conto del sodalizio che, secondo la ricostruzione investigativa, vedrebbe al vertice suo cognato, Angelo Maiolo.

La decisione dei giudici del Riesame ha tuttavia ridimensionato l'impianto accusatorio, accogliendo le argomentazioni proposte dal collegio difensivo composto dagli avvocati Sandro D’Agostino, Daniela De Sanctis e Michele Eramo.

I legali sono riusciti a dimostrare l'assenza di gravità indiziaria per quanto riguarda l'ipotesi di partecipazione organica all'associazione dedita al narcotraffico. Escluso il ruolo di partecipe nel sodalizio criminale, il Tribunale ha ritenuto non più proporzionata la massima misura restrittiva, permettendo così a Maiolo di lasciare il penitenziario per fare rientro presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari.

L'inchiesta "Aquarium" resta uno dei pilastri dell'attività di contrasto al traffico di stupefacenti nella provincia, puntando a colpire i canali di approvvigionamento e i flussi finanziari che alimentano le piazze di spaccio. La posizione di Carlo Maiolo, alla luce del recente provvedimento, subirà ora un nuovo vaglio nelle fasi successive del procedimento penale.