Il pm della Dda di Catanzaro, Camillo Falvo, aveva chiesto 15 anni di reclusione. L'imputato è stato anche dichiarato interdetto in perpetuo dai pubblici uffici

Il Tribunale collegiale di Vibo Valentia, presieduto dal giudice Lucia Monaco, ha condannato a 7 anni e 6 mesi di reclusione, e 6mila euro di multa, Domenic Signoretta, 31 anni, di Jonadi, ritenuto l’armiere dell’articolazione del clan Mancuso che fa capo a Pantaleone Mancuso, detto“l’Ingegnere”, il boss estradato dall’Argentina dopo essere stato catturato lo scorso anno in Sud America dove si era reso latitante. Il pm della Dda di Catanzaro, Camillo Falvo, al termine della requisitoria, aveva chiesto al Tribunale il doppio della pena inflitta dai giudici, vale a dire 15 anni di reclusione. Il Tribunale ha altresì applicato all'imputato le pene accessorie dell'interdizione perpetua dai pubblici uffici e dichiarato l'interdizione legale durante l'espiazione della pena.

SIGNORETTA-Domenic-

Le accuse. La Dda di Catanzaro contestava a Signoretta (foto a sinistra) di aver agevolato il potente clan Mancuso di Limbadi, e segnatamente l'articolazione del clan che fa capo a Pantaleone Mancuso, detto l'"Ingegnere", nella detenzione di un vero e proprio arsenale di armi da guerra scoperto dai carabinieri del Ros di Catanzaro a Jonadi il 26 marzo 2015 in un fabbricato rurale e in un ovile.

Fra le armi rinvenute, un fucile a pompa calibro 12 con matricola abrasa, una mitragliatrice e sette pistole di vario calibro e marca, più mille munizioni. L’aggravante dell’agevolazione del clan mafioso dei Mancuso nasce dalle dichiarazioni di Arcangelo Furfaro, nuovo collaboratore di giustizia di Gioia Tauro vicino alla cosca Molè che ha ricostruito il ruolo di Signoretta quale “braccio-destro del boss Pantaleone Mancuso”. Domenic Signoretta è stato difeso dall'avvocato Francesco Sabatino. (g.b.)

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