Non è solo una questione di inciviltà, ma di negazione del diritto alla salute e alla mobilità. È una denuncia amara e carica di sofferenza quella che giunge da un cittadino vibonese, regolarmente riconosciuto inabile ai sensi della Legge 104, costretto a combattere ogni giorno non solo contro la malattia, ma contro l'indifferenza sistematica che regna nelle strade della città.

Il racconto descrive una routine estenuante: tre volte a settimana, il paziente si reca presso l’unità operativa di Nefrologia e Dialisi dell'ospedale "Jazzolino". Quattro ore di trattamento che, come spiega lo stesso segnalante, "annichiliscono le forze", rendendo la deambulazione un'impresa dolorosa, aggravata dalla sindrome delle gambe senza riposo che trasforma ogni passo in una tortura.

Nonostante il possesso dell'autorizzazione europea per il parcheggio gratuito sulle strisce blu e negli stalli riservati, la realtà che si presenta davanti al nosocomio è desolante: «Proprio nel momento di recarmi in ospedale, le zone consentite risultano indebitamente occupate da automobilisti sani».

Il disagio è enorme. Senza un posto auto vicino all'ingresso, il paziente è costretto a parcheggiare a distanze proibitive, affrontando un percorso a piedi tra ostacoli di ogni tipo. «Bisogna combattere questo malcostume tutto vibonese – prosegue la denuncia – fatto di barriere architettoniche, buche, voragini a cielo aperto e dossi pericolosi che rendono la vita impossibile a chi già deve affrontare prove durissime».

Il cittadino punta il dito contro l'amministrazione comunale, accusata di non affrontare con determinazione gli abusi che si perpetrano da tempo. Non basta rilasciare un pass se poi non viene garantito il rispetto del diritto che quel documento rappresenta.

La richiesta è chiara: servono controlli serrati, sanzioni esemplari e una manutenzione urbana che non penalizzi chi è già fragile. La battaglia per la legalità a Vibo Valentia passa anche dal rispetto di un semplice stallo giallo, che per qualcuno non è un privilegio, ma una necessità vitale.