Cala definitivamente il sipario giudiziario su uno dei tronconi principali dell’operazione “Overing”, l’imponente inchiesta condotta dalla Dda di Catanzaro e dai carabinieri del Ros che ha smantellato un network globale del narcotraffico. La sesta sezione penale della Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi della difesa, rendendo irrevocabili le condanne per tre figure chiave del sodalizio, capace di importare fiumi di cocaina dai cartelli sudamericani verso il cuore della Calabria.

Il verdetto cristallizza responsabilità pesanti. La condanna più severa è quella per Fabrizio Cortese, 54 anni di San Gregorio d’Ippona, indicato come l’organizzatore e la mente del gruppo: per lui la pena definitiva è di 14 anni e 10 mesi di reclusione. Confermati anche gli 8 anni e 8 mesi per Domenico Cino (73 anni, di Spilinga) e i 7 anni e 2 mesi per Francesco Cortese (57 anni), che avrebbe coadiuvato il fratello nella gestione degli affari illeciti. Esce invece definitivamente dal processo con un'assoluzione Salvatore Jacopetta, di Gioiosa Jonica.

L’inchiesta ha svelato una logistica sofisticata e spietata. Il centro nevralgico del gruppo non era solo nei porti, ma anche in un casolare di campagna a Panaia di Spilinga, di proprietà di Cino. Qui gli investigatori del Ros scoprirono una vera e propria raffineria, dove la cocaina veniva lavorata e preparata per lo smistamento.

Il volume d'affari era impressionante: nel corso dell'intera attività d'indagine, i militari sono riusciti a intercettare e sequestrare fino a 600 chilogrammi di cocaina. La droga, sbarcata in vari scali portuali tra cui quello di Gioia Tauro, viaggiava su un asse collaudato che collegava la produzione oltreoceano alle piazze di spaccio nazionali, grazie a un solido patto tra le consorterie del Vibonese e del Reggino.

Con la decisione degli Ermellini si chiude un iter processuale tortuoso, segnato anche da un precedente annullamento con rinvio. La conferma delle pene sancisce la tenuta delle accuse mosse dai magistrati distrettuali, mettendo la parola fine a un’organizzazione criminale che per anni ha inquinato l’economia legale attraverso i proventi del traffico internazionale di stupefacenti.