Convenzione con la Provincia di Vibo, di cui è dipendente, per un lavoro part-time. La figlia è assessore e vicesindaco. Chiamata in causa l'Anticorruzione nazionale

di GIUSEPPE BAGLIVO

Il Comune di Joppolo ha approvato una convenzione con la Provincia di Vibo Valentia per l’utilizzazione a tempo parziale del dipendente geometra Valerio Mangialardo che presterà 12 ore settimanali nel municipio del centro costiero. La determina del responsabile del'Area amministrativa, tecnica e di vigilanza, Salvatore Restuccia, viene motivata con il fatto che Valerio Mangialardo si trova "in possesso delle necessarie competenze e della dovuta esperienza oltre che di adeguata preparazione - si legge nella determina del Comune di Joppolo - al fine di sostenere l’efficienza e il buon andamento dell’ufficio Tecnico, fornendo un supporto di carattere tecnico-amministrativo per far fronte ai sempre più numerosi adempimenti sia nel campo dell’urbanistica e dell’edilizia privata che dei lavori pubblici anche in ragione dei programmi dell’amministrazione comunale". Era stata proprio l'amministrazione comunale, ovvero la giunta presieduta dal sindaco Carmelo Mazza e con vicesindaco Caterina Mangialardo (l'altro assessore è D. S.) a dare mandato - con un'apposita delibera di inizio mese - al responsabile del servizio amministrativo, Salvatore Restuccia, di reperire una figura professionale necessaria per l'Ufficio tecnico comunale. Figura ora individuata dal responsabile dell'Area amministrativa in Valerio Mangialardo, padre dei vicesindaco Caterina Mangialardo.

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Il "caso" Mangialardo. Già nel giugno scorso, dopo le elezioni amministrative che hanno fatto registrare la vittoria a sindaco di Carmelo Mazza sul primo cittadino uscente Giuseppe Dato, le scelte degli assessori avevano fatto discutere. Fra i consiglieri di maggioranza, eletto nella lista a sostegno del sindaco Carmelo Mazza con 89 voti, figurava infatti proprio Valerio Mangialardo. Con il varo della giunta comunale si era registrata la nomina ad assessore esterno (nonchè con delega a vicesindaco) di Caterina Mangialardo, figlia di Valerio. In sostanza, il padre consigliere comunale di maggioranza, la figlia invece assessore e vicesindaco. Scelta perfettamente legittima e consentita dalla legge, ma che non capita di certo tutti i giorni di dover registrare in un ente locale (grande o piccolo che sia). Un "caso" politico che aveva subito creato imbarazzo nella stessa maggioranza consiliare, tanto che ad agosto Valerio Mangialardo ha lasciato definitivamente la carica di consigliere comunale.

Joppolo

Il "ritorno" di Valerio Mangialardo a Joppolo. Uscito di scena da consigliere comunale di maggioranza, Valerio Mangialardo ritorna ora al Comune di Joppolo nelle vesti di dipendente comunale mediante assegnazione dalla Provincia di Vibo Valentia, ente dove presta la propria attività lavorativa. Una scelta che fa già discutere in paese. Il consigliere comunale di minoranza, Stefano Siclari, dal canto suo, parla apertamente di "incompatibilità ed illegittimità" per la nuova nomina di Valerio Mangialardo, rimarcando anche che l'incompatibilità sarebbe dovuta "dalla professione tecnica esercitata dai figli Mangialardo nel territorio di Joppolo e quindi al condizionamento che potrebbe essere apportato all'azione amministrativa di fronte alle istanze dei propri congiunti". Il consigliere di minoranza, infine, paventa possibili "pressioni politiche che potrebbero provenire dalla figlia assessore e vicesindaco", tanto da voler interessare del caso pure l'Autorità nazionale dell'Anticorruzione, presieduta dal magistrato Raffaele Cantone, affinchè verifichi la sussistenza di ipotizzati profili di incompatibilità.

rosy bindi

Il "caso" Joppolo. Dopo la scoperta di debiti per svariati milioni di euro in un Comune sull'orlo del dissesto finanziario e lo scambio reciproco di accuse fra l'attuale maggioranza e la minoranza sulla genesi di tale disastro contabile, il Comune di Joppolo viene ora investito da un nuovo "caso" politico con la nomina di Valerio Mangialardo distaccato dalla Provincia. Eppure, la Commissione parlamentare antimafia, presieduta da Rosy Bindi, in una recente relazione era stata chiara ed aveva adeguatamente sottolineato l'alto rischio che corre il Comune di Joppolo. "L'insieme degli elementi emersi - aveva scritto la Commissione antimafia - sebbene inidonei a fondare un provvedimento dissolutorio” – tanto è vero che il Tar del Lazio ed il Consiglio di Stato hanno poi annullato lo scioglimento per infiltrazioni mafiose – rappresentano “tuttavia una situazione ad alto rischio che, da anni, interessa Joppolo”. Un Comune dove una “diffusa illegalità  - ha evidenziato ancora l'Antimafia - ha caratterizzato i settori dell’amministrazione comunale che hanno interessato la programmazione, lo sviluppo, la gestione del territorio e delle risorse, l’assunzione del personale, i contratti per l’esecuzione di opere e l’acquisizione di servizi". (LEGGI QUI: Elezioni a Joppolo: per l'Antimafia Comune a rischio e illegalità gravi).

Da ricordare, inoltre, che di recente il Comune di Joppolo ha dovuto sospendere il tecnico comunale, Sabatino Panzitta, dopo la sua condanna per peculato (LEGGI QUI: Peculato al Comune di Joppolo: Panzitta sospeso dal servizio dopo condanna), mentre il processo nato dall'operazione "Chopin" sulle ville a Coccorino - che vedeva fra gli imputati anche Giuliano Sterza, padre dell'assessore Dino Sterza e dove il Comune di Joppolo si era costituito parte civile -, si è concluso con la prescrizione dei reati contestati (LEGGI QUI: Operazione "Chopin": in prescrizione a Vibo i reati contestati a cinque imputati). Infine, congiunti di consiglieri comunali di maggioranza vengono da ultimo citati in recenti inchieste antimafia (LEGGI QUI: Ndrangheta: le mani dei Mancuso e degli Accorinti sulla Tangenziale Est di Vibo).

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