La Corte d'Assise di Catanzaro, nel processo "Luce dei boschi", ha condannato al carcere a vita Bruno Emanuele e Vincenzo Bartone di Gerocarne per gli omicidi dei fratelli Loielo

di GIUSEPPE BAGLIVO

Due ergastoli e tre assoluzioni. Questo il verdetto della Corte d'Assise di Catanzaro nel processo nato da un troncone dell'operazione antimafia denominata "Luce nei Boschi" sccattata nel gennaio 2012. Ergastolo per Bruno Emanuele (foto in alto), 43 anni, di Gerocarne e per Vincenzo Bartone, 47 anni, di Gerocarne. Assolti: Gaetano Emanuele, 41 anni, e Franco Idà, 51 anni, rispettivamente fratello e cognato di Bruno Emanuele; assoluzione pure per Giovanni Loielo, accusato degli omicidi di Raffaele Fatiga e Rocco Maiolo, quest'ultimo presunto boss di Acquaro e, all'epoca dei fatti, contrapposto ai Loielo.

Gli ergastoli inflitti a Bruno Emanuele e Vincenzo Bartone (detto "Pio-Pio") fanno  riferimento al duplice omicidio dei fratelli Giuseppe e Vincenzo Loielo (presunti boss dell'omonima cosca vibonese), fatto di sangue avvenuto a Gerocarne nell'aprile 2002 mentre le vittime si trovavano in auto nei pressi dell'acquedotto di Gerocarne. La Fiat Panda dei fratelli Loielo venne crivellata a colpi di mitraglietta e kalashnikov. La sentenza rispecchia in buona parte le richieste di condanna formulate dal pm Marisa Manzini che aveva chiesto tre ergastoli (per Bruno Emanuele, Bartone e Giovanni Loielo) e due assoluzioni (Gaetano Emanuele e Franco Idà).

Luogo omicidio fratelli Loielo

L'operazione antimafia "Luce nei boschi" mira a far luce su diversi fatti di sangue consumati nell'ambito della "guerra" di mafia combattuta per anni nelle Preserre Vibonesi. Importante ai fini della ricostruzione e dell'attribuzione delle responsabilità del duplice omicidio dei fratelli nLoielo, si sono rivelati gli accertamenti sulle schede telefoniche rinvenute sul luogo dell'agguato e poi le dichiarazioni del pentito Tonino Forastefano, boss di Cassano allo Jonio, nel Cosentino, stretto alleato e sodale del boss vibonese Bruno Emanuele che con l'eliminazione dei

Franco Idà

fratelli Loielo ha assunto definitivamente il ruolo di "braccio armato" del "locale di 'ndrangheta di Ariola", struttura criminale al cui vertice vi sarebbe stato incontrastato il boss Antonio Altamura. Antonio, detto "Tonino" Forastefano ha confessato di aver preso parte all'agguato mortale contro i fratelli Loielo, consumato nei pressi dell'acquedotto di Gerocarne, su richiesta del suo amico e sodale Bruno Emanuele. I tentati omicidi ai danni degli stessi fratelli Loielo portano invece le date del 25 marzo, 8 aprile e 15 aprile 2002.

Da destra verso sinistra: Giovanni Loielo, Bruno Emanuele, Gaetano Emanuele ed in basso Vincenzo Bartone

Bruno Emanuele era difeso dagli avvocati Giancarlo Pittelli e Giuseppe Di Renzo; Vincenzo Bartone dagli avvocati Maria Rosaria Turcarolo e Gianni Russano; Giovanni Loielo dall'avvocato Salvatore Staiano; Gaetano Emanuele dagli avvocati Enzo Galeota e Giuseppe Di Renzo; Francesco Idà dagli avvocati Giancarlo Pittelli ed Enzo Galeota.

La sentenza odierna rappresenta un troncone della più vasta operazione antimafia denominata "Luce nei boschi" condotta dalla Dda di Catanzaro e che il 21 gennaio 2015 ha portato il Tribunale collegiale di Vibo Valentia, dopo 35 ore di camera di consiglio, a condannare 14 imputati ad un totale di 167 anni di carcere per il reato di associazione mafiosa (più altri reati-fine aggravati dalle modalità mafiose) e ad assolvere altri 5 imputati. La prescrizione dei reati è stato invece dichiarata dal Tribunale di Vibo per altri 8 imputati. Le condanne piu' alte - 24 e 22 anni - il Tribunale di Vibo ha inflitto ai fratelli Bruno e Gaetano Emanuele, accusati di associazione mafiosa, traffico di droga, estorsioni, rapine e armi. Antonio Altamura,ritenuto il boss storico delle Preserre, è stato invece condannato a 16 anni. Queste le altre condanne inflitte lo scorso anno dai giudice di Vibo: Francesco Capomolla 17 anni e 6mesi; Franco Idà, Vincenzo Bartone, Pasquale De Masi e Giovanni Loielo 12 anni a testa; Antonio Gallace e Leonardo Bertucci, 8 anni ciascuno; Nazzareno Altamura e Vincenzo Taverniti 7 anni a testa; Giuseppe De Girolamo 1 anno e 6 mesi; Domenico Falbo (collaboratore di giustizia) 8 anni. Assolti il 21 gennaio 2015 l'ex sindaco di Gerocarne (Vv) Michele Altamura, l'imprenditore di Soriano Giuseppe Prestanicola, Rocco Loielo, Francesco Maiolo e Francesco Taverniti. Prescrizione per Rocco Santaguida, Girolamo Macrì, Roberto Codispoti, Bruno Zungrone, Giuseppe Nesci, Antonio Condina, Giuseppe Gentile, Michele Rizzuti. Il pm Marisa Manzini aveva chiesto pene per 261 anni di carcere. I condannati sono stati condannati pure a risarcire 8 Comuni del Vibonese e Confindustria Calabria, tutti parti civili nel processo. Il processo d'appello, che non riguarda gli assolti in primo grado, inizierà nel prossimo mese di marzo.

Cassazione: ergastolo per il boss vibonese Bruno Emanuele (LEGGI QUI)