Si apre il sipario processuale sulla maxi-operazione “Millennium”, l’indagine della Direzione distrettuale antimafia che ha squarciato il velo sugli equilibri criminali dei tre mandamenti storici della provincia reggina: Centro, Ionico e Tirrenico. All'esito dell'udienza preliminare, il Gup ha decretato il rinvio a giudizio per sedici imputati che hanno optato per il rito ordinario.

Per loro, il dibattimento prenderà il via il prossimo 10 settembre dinanzi al Tribunale collegiale di Locri. Esce invece di scena Matteo Costanza (classe ’73), la cui posizione è stata stralciata con contestuale richiesta di proscioglimento.

L’inchiesta ha documentato le pericolose tensioni interne tra due dei casati più potenti della 'ndrangheta: i Barbaro “Castani” di Platì e gli Alvaro di Sinopoli. Gli investigatori hanno ricostruito minuziosamente l’operatività dei “locali” di Sinopoli, Platì, Locri, Melicucco e Natile di Careri.

Il quadro emerso tratteggia una struttura criminale capace di proiettarsi ben oltre i confini calabresi, stabilendo basi operative solide e permanenti in Piemonte e Lombardia, con epicentri strategici nelle roccaforti di Volpiano e Buccinasco.

Il ventaglio dei reati contestati agli indagati riflette la pervasività delle consorterie. Le accuse vanno dall'associazione a delinquere di tipo mafioso al concorso esterno, ma toccano anche reati brutali come il sequestro di persona a scopo di estorsione.

Particolare allarme hanno destato i capi d'imputazione relativi al traffico internazionale di stupefacenti e allo scambio elettorale politico-mafioso, segno di un tentativo di inquinamento dei canali democratici e dei mercati legali.

Mentre il rito ordinario si sposta a Locri, resta aperto il fronte del rito abbreviato. Questo troncone del procedimento entrerà nel vivo il prossimo 25 giugno davanti al giudice Foti. In quella sede è attesa la requisitoria del pubblico ministero, a cui seguiranno le arringhe dei collegi difensivi, in una giornata che si preannuncia decisiva per le prime sentenze di merito.