'Ndrangheta, operazione anti-droga "Due mari": arrestate 33 persone (FOTO-VIDEO)
Al centro dell'inchiesta i fratelli Monteleone, ritenuti "punti di riferimento del narcotraffico internazionale nella Locride". Circa 11 tonnellate di cocaina sequestrate. Avrebbero fruttato 3 miliardi di euro
E' una vera e propria holding del narcotraffico internazionale quella smantellata all'alba di oggi dalla Guardia di finanza, dalla polizia nazionale colombiana e dalla Dea americana nell'ambito di una maxi operazione antidroga denominata “Due mari”. Sono trentatré le persone arrestate e oltre undici le tonnellate di cocaina sequestrate. Un'inchiesta storica, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, che permesso di identificare 15 narcotrafficanti responsabili di aver importato nel territorio nazionale oltre 240 chilogrammi di cocaina purissima. L'organizzazione – secondo gli investigatori – aveva come principali promotori tre fratelli, il 30enne Franco, Giuseppe Cosimo Monteleone, tutti di Platì, ritenuti punti di riferimento e capisaldi storici del narcotraffico internazionale nella Locride.
Fiumi di coca e di euro. Le Famme gialle sono riuscite a monitorare il flusso monetario finalizzato alla consegna del denaro necessario per finanziare l’acquisto dello stupefacente. In alcune occasioni, in particolare, l’organizzazione si è avvalsa di una struttura parallela dotata di un’apposita batteria di corrieri che prelevavano il denaro dagli acquirenti calabresi per poi farlo giungere ai fornitori d’oltreoceano. L’attività sinergica tra i finanzieri di Catanzaro e la Dea. americana ha consentito di porre in essere, unitamente alle forze di polizia nazionali, una proficua azione di contrasto in varie parti del mondo: Colombia, Costa Rica, Panama, Messico, Brasile, Lima, Cile, Venezuela, Repubblica Dominicana ed Ecuador. Fiumi di cocaina che si spostavano da un continente ad un altro. Le indagini hanno portato all’individuazione di 7 laboratori clandestini, al sequestro di 11 tonnellate circa di cocaina e all’arresto in flagranza di reato di 111 soggetti.
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Le rotte del narcotraffico. Le investigazioni in Colombia, che hanno permesso di eseguire in quel territorio 22 provvedimenti custodiali, hanno consentito, altresì, l’identificazione dei membri chiave dell’esercito di liberazione nazionale (eln), organizzazione terroristica responsabile di reati di estorsione, sequestro di persona e omicidio, oltre al traffico di stupefacenti. Quest’ultima, unitamente alle Farc (Forze armate rivoluzionarie della Colombia), garantiva la sicurezza del trasporto dello stupefacente dai laboratori ai punti di deposito costieri, laddove passava sotto il controllo dei los urabenos bandas criminales (bacrim) che ne garantivano la fuoruscita in sicurezza dal territorio colombiano. La cocaina veniva, pertanto, caricata su grandi navi mercantili, su imbarcazioni da pesca, ovvero su barche “go-fast”, per essere trasportata verso i paesi di transito, quali il Costarica, la Repubblica Dominicana e Panama, per essere successivamente inviata in Europa e negli Stati Uniti. Gli spiccati profili internazionali dell’operazione sono stati possibili anche grazie al contributo del comando generale della Guardia di finanza, del servizio per la cooperazione internazionale di polizia interpol e della direzione centrale per i servizi antidroga (d.c.s.a.).
Colpo da tre miliardi di euro. L’intera operazione ha permesso di infliggere all’organizzazione criminale rilevanti perdite economiche, sia sotto il profilo dei capitali investiti che, soprattutto, dei mancati guadagni. La droga complessivamente sequestrata, infatti, una volta lavorata ed immessa in commercio avrebbe fruttato circa tre miliardi di euro.
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