Addio, Salvatore, amico premuroso. I tuoi “scatti” memorabili vivranno in eterno
Una vita spesa per il volontariato ed a sostegno degli studenti in difficoltà
Non chiedetemi chi era Salvatore perché io lo vedo ancora aggirarsi per l’aula, vigilare per tutto il tempo accanto al suo alunno, confortarlo dinanzi alle inevitabili difficoltà, riprenderlo nei momenti di distrazione e di eccessivo svago. Era una sua predisposizione naturale quella di stare accanto al bisogno ed alla sofferenza, senza mai pretendere riconoscimento alcuno dal palco. E quello stesso affetto che trasferiva nei suoi studenti, finiva per riversarlo sui colleghi e sul suo amatissimo figlio.
Il nostro approccio lo ricordo ancora: seguiva la mia lezione quasi fosse lui a dover apprendere ed alla fine non lesinava un suggerimento, un input a me ed a tutta la classe. Lavorava in silenzio, Salvatore. Nel silenzio e con il sorriso sempre stampato sulla bocca, innamorato della scuola, dei suoi studenti talvolta difficili, dei suoi colleghi. Premurosissimo, sempre, con tutti. E per questo amato da ciascuno di noi!
“Tutto bene? Oggi ti vedo preoccupato”. Non era curiosità, la sua, ma il desiderio di sincerarsi che il collega-amico fosse sereno, ben oltre le pareti della scuola! Delicato, garbato, gentile, puntuale come pochi, attentissimo e propositivo. Amava il prossimo, Salvatore, ben oltre le Sacre Scritture, e si dedicava al volontariato, preferendo volgere la propria attenzione verso la sofferenza.
A me, personalmente, come a tanotissimi altri, è sempre stato affezionato per via del duplice ruolo che ricopro. Pretendeva giustamente conferma rispetto alle indiscrezioni giornalistiche, anche le più disparate; e spesso, con i suoi magnifici scatti, mi aiutava a raccontare la sua bella Pizzo della quale esigeva risaltasse sempre un’immagine positiva.
Gli ultimi, che conservo gelosamente e non senza un velo di profonda tristezza, sono le immagini delle onde alte contro la scogliera della Marina, durante la stagione invernale appena trascorsa. Foto, video, i danni delle onde, la Tonnara allagata ma anche le tante manifestazioni in piazza. Questo era il mio corrispondente napitino speciale: silenzioso, disponibile senza mai apparire, nè pretendere altro che l’amicizia. Salvatore, anche sotto questo profilo, si è rivelato un collaboratore prezioso. “Piove, Tonì, ma sto scendendo a farti due foto perché oggi il mare è impressionante. Non sai come vengono belle”.
E bella quanto spontanea era anche la sua voce, libera e autentica; nobile il suo animo, disponibile e gentile come pochi. Aveva, tra gli altri, un pregio straordinario, Salvatore Di Mase: sapeva esprimere la propria opinione senza mai mortificare quella degli altri; ed anche quando subiva, reagiva con compostezza, in silenzio, con quel sorriso innocente ma non ingenuo che continuerà ad esibire anche dall’alto!
Addio, amico mio! Addio da tutti noi, da quella grande famiglia del“Colao“ che ti ha accolto ed alla quale lasci una straordinaria eredità d’affetti! Una famiglia con la quale hai gioito ed hai sofferto, sempre, senza tirarti indietro, convinto che “la bellezza salverà il mondo”…
