Un'udienza movimentata quella di oggi, nell'aula bunker di Lamezia, nel corso del maxi processo Rinascita Scott. Dopo la pubblicazione delle motivazioni della sentenza "Nemea", infatti, diversi difensori hanno chiesto l'astensione del presidente del collegio giudicante Brigida Cavasino e del giudice a latere Gilda Romano (ne abbiamo parlato QUI). Nel corso della discussione ha voluto prendere la parola anche l’avvocato Francesco Stilo, imputato nel processo, e successivamente Luigi Mancuso, 67 anni, che hanno entrambi dichiarato di voler procedere alla ricusazione dei giudici.

La richiesta di Luigi Mancuso.
Luigi Mancuso, dal carcere di Spoleto, ha voluto associarsi "a quanto detto dal mio avvocato Paride Scinica". Formulando poi "l’istanza di ricusazione nei confronti dei giudici Cavasino e Romano per aver anticipato, in un altro procedimento, il loro giudizio sulla mia imputazione". Conferendo quindi procura speciale affinché i suoi difensori "inoltrino istanza di ricusazione dinanzi alla Corte d’Appello di Catanzaro".

"Potrei morire in qualunque momento".
“In qualunque momento potrei morire - ha detto invece l'avvocato Stilo - viste le patologie che ho. Ma è giusto dire la verità. Io rispondo di concorso esterno per quanto affermato da Andrea Mantella: nelle motivazioni della sentenza Nemea ci sono le sue dichiarazioni sul mio conto”. La Corte, in quel caso, "entra nel merito e valida le dichiarazioni del Mantella, ritenendo invece non attendibile Soriano che escludeva ogni mia responsabilità”.

"Mi hanno tolto tutto".
"Non mi interessa di essere condannato, mi hanno tolto tutto, la dignità. Se quella dichiarazione è stata già convalidata - ha detto Stilo - voi mi state già condannando a priori. Se è così io nel processo che ci vengo a fare? A me non frega del processo, mi frega di vivere". Denunciando infine che diverse richieste di visite mediche non sono state evase dal Tribunale, che gli avrebbe quindi impedito - in qualche occasione - di poter vedere i medici. (a.s.)

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