Tassa regionale, la rabbia degli agenti di viaggio e la latitanza della Regione Calabria
L’Acav (Associazione Calabrese Agenti di Viaggio) è "molto amareggiata" nei confronti del Governo regionale in quanto "non solo non ha avuto nessuna risposta in merito alla sospensione della tassa regionale, ma nelle ultime ore le agenzie di viaggi si sono viste recapitare per Pec l’avviso di scadenza della stessa". "Siamo profondamente delusi - spiega il presidente Giovanni Giordano - perché fino a ieri non c’è stata data alcuna risposta in merito alla sospensione, prima, ed abolizione dopo, di questa odiosa tassa (unica regione in Italia ormai ad avere questo balzello), e che la stessa dovrà essere pagata entro il 31 gennaio 2021". Questo nonostante si tratti di imprese che hanno registrato un calo del fatturato anche del 90% (approfondisci QUI).
"Ci hanno ignorato nonostante le promesse". "Abbiamo inviato - continua Giordano - diverse lettere e pec ai politici di competenza compreso il presidente facente funzioni Spirlì nel quale chiedevamo quantomeno per il 2021 la sospensione della tassa regionale ma non abbiamo avuto alcuna risposta in tal senso. Non ci hanno fatto sapere nulla. Ignorando le nostre richieste la loro risposta è stata l’invio dell’avviso di pagamento a tutte le agenzie di viaggi della Calabria ormai esasperati per i mancati introiti da più di un anno. Cosa più spiacevole a nostro avviso è stato anche il mancato riscontro dell’assessore Orsomarso il quale, durante un incontro alla Cittadella tenutosi a fine aprile, ci aveva promesso che avrebbe fatto di tutto per risolvere questo problema".
"Ennesima vergogna calabrese". Pertanto la richiesta dell'associazione "con forza, e per l’ennesima volta", è quella di emanare un provvedimento d'urgenza "per sospendere l’avviso per il 2021 la tassa regionale per le agenzie di viaggi, e di iniziare una volta per tutte l’iter di abolizione della stessa". "Denunceremo con forza questa ennesima vergogna calabrese - conclude Giovanni Giordano - che ci vede avere in Italia un primato, ancora una volta in negativo, riguardante una tassa che pesa su un settore, come quello turistico, il più danneggiato in assoluto dalla pandemia".
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