Coronavirus, imprese registrano -90% di fatturato: “È un disastro” (VIDEO)

Giovanni Giordano, delegato regionale Maavi, spiega la situazione delle agenzie di viaggio: la categoria più colpita dalla crisi Covid ma anche la meno tutelata dallo Stato

“Vuole sapere la verità? È un disastro”. Non usa mezzi termini Giovanni Giordano, delegato regionale in Calabria del Maavi (Movimento autonomo agenzie di viaggio italiane) e presidente di Acav (Associazione calabrese agenti di viaggio), raccontando la forte crisi economica che sta colpendo il settore che rappresenta. L’emergenza sanitaria sta infatti causando gravi danni a moltissime imprese, ma ce ne sono alcune – agenzie di viaggio e tour operator – che hanno subito il calo di fatturato maggiore e, nonostante ciò, sono tra le categorie meno tutelate dallo Stato.

Perdita quasi totale del fatturato. “Alla fine dell’anno le imprese del turismo totalizzeranno un calo di fatturato, rispetto al 2019, di oltre il 90%”. Una puntualizzazione necessaria non per fare una guerra tra aziende, “sarebbe sciocco”, ma per evidenziare “che le imprese del turismo organizzato avranno un fatturato in calo che nessun altro comparto potrà eguagliare”. Nell’intervista online rilasciata a Zoom24 Giovanni Giordano ripercorre tutti gli aiuti, nazionali e regionali, ricevuti negli ultimi mesi. Il risultato? In sostanza, a parte i famosi 600 euro di marzo e aprile, al momento è stato fatto molto poco.

Infiltrazioni della ‘ndrangheta e perdita posti di lavoro. Il rischio, spiega, è che per far fronte al sovra indebitamento – avendo costi fissi ma nessuna entrata – nelle imprese sane possano entrare capitali illegali, anche della criminalità organizzata. Oltre inevitabilmente, se la politica non deciderà di intervenire, alla chiusura delle attività e alla perdita di posti di lavoro: “Si parla – evidenzia Giordano – di circa 300 agenzie di viaggi in Calabria, più di mille lavoratori. Qualcuno si dovrà assumere la responsabilità di questo, perchè i tempi della politica rispetto ai bisogni dell’economia non sono assolutamente congrui”.

Le proposte al Governo nazionale e regionale. Non vengono mosse solo critiche, però, perchè le due associazioni di agenzie di viaggio hanno ben in mente quei pochi provvedimenti che potrebbero aiutare ad affrontare la crisi. In primo luogo, banalmente, si chiede “velocità nell’esecuzione dei provvedimenti già in cantiere“, sia a livello nazionale che regionale. È poi necessario un intervento sul sistema bancario affinché, con la garanzia dello Stato, evada le pratiche nel più breve tempo possibile; e un allungamento del fondo perduto per il comparto del turismo fino a dicembre 2020, attualmente limitato al 31 luglio. Alla Regione Calabria, infine, si chiede che venga annullata la tassa che viene fatta pagare alle agenzie di viaggio “per poter esistere, per poter aprire”. La Calabria è infatti l’unica regione d’Italia rimasta a far pagare la “tassa sulla licenza”: l’annullamento sarebbe “un gesto significativo”, “simbolico”, nonostante non si tratti di grandi risorse. “Non chiediamo elemosina, chiediamo di essere trattate come imprese che fanno parte di un comparto importante, quello del turismo, che influisce sul Pil nazionale e regionale. Imprese – conclude Giovanni Giordano – che creano lavoro e danno ricchezza a tutto il territorio”.