I carabinieri hanno smantellato un sodalizio composto da tre gruppi dediti al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti. Ecco i nomi, le foto e i  ruoli degli indagati

di MIMMO FAMULARO

C'è anche Angelo Accorinti, 30 anni, nipote del presunto boss di Zungri, Giuseppe Accorinti, tra le persone arrestate all'alba di oggi dai carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia nell'ambito dell'operazione denominata "Roba di famiglia". Celibe, disoccupato con precedenti di polizia alle spalle, Accorinti junior è considerato esponente apicale dell'omonima famiglia di 'ndrangheta egemone nella zona del Poro. Una figura non ritenuta marginale dagli inquirenti per i quali proprio la sua presenza all'interno del sodalizio criminale, composto da diversi gruppi familiari che cooperavano tra di loro, era una sorta di "luce verde" all'attività di traffico e spaccio di droga sul litorale tirrenico vibonese nel tratto compreso tra Briatico e Zambrone.

Pasquale Caglioti

Andrea Caglioti

Il gruppo di Zambrone. Un ruolo centrale nell'inchiesta è ricoperto dalla famiglia Caglioti di San Giovanni di Zambrone. Due di loro, Andrea e Pasquale, rispettivamente di 28 e di 52 anni, sono finiti ai domiciliari. Un terzo, Giuseppe, classe '68, figura tra i denunciati a piede libero. E a loro i carabinieri della Stazione di Briatico diretti prima dal maresciallo Marco Albano e poi da Angelo Rigaglia sono riusciti a risalire in seguito all'arresto di un giovanissimo spacciatore avvenuto nel gennaio del 2013. Da qui che è partita l'indagine sviluppatasi in maniera sinergica e dettagliata coinvolgendo gli investigatori del Nucleo operativo radiomobile diretto dal tenente Luca Domizi e quindi quelli della Compagnia di Vibo Valentia guidati da capitano Piermarco Borettaz. Attraverso una serie di attività tecniche si è risaliti ai fratelli Caglioti quali fornitori della marijuana.

Sebastiano Navarra

Il gruppo di Rombiolo. Il cerchio si è ulteriormente allargato e dalla costa tirrenica si è quindi arrivati alla zona del Poro. Indagando e seguendo i Caglioti, la rete si è estesa fino a Rombiolo coinvolgendo i Navarra. Sebastiano, classe '73, anche lui con precedenti penali, già sottoposto ad obbligo di dimora per altro procedimento, è finito ai domiciliari mentre il figlio Luca, classe '97, sempre di Rombiolo, si è visto recapitare la misura cautelare dell'obbligo di dimora.

Il gruppo di Zungri. Le indagini sono durate un anno esatto e alla fine gli inquirenti sono riusciti a ricostruire tutto il giro dell'attività illecita messa in piedi dagli indagati riuscendo a smantellare una rete di spacciatori di droga che aveva come piazza principale le località balneari della costa tirrenica vibonese: da Briatico fino alle porte di Tropea. Ricostruita la rete degli rifornitori di droga, degli intermediari, degli spacciatori e dei procacciatori. Il cerchio dei carabinieri della Compagnia di Vibo è sconfinato anche fuori "giurisdizione" arrivando a toccare Zungri, luogo di residenza di Angelo Accorinti, ma anche di Antonio Alessandria, 24 anni, autotrasportatore, arrestato a Nerviano, in provincia di Milano, dove si era nel frattempo trasferito. Di Zungri sono alcune delle persone denunciate a piede libero: Fabio Raffa, meccanico di 31 anni; Domenico Pugliese, bracciante agricolo di 27 anni; Domenico Pugliese, 22 anni, operaio.

Pino Fusca

Gli altri. Ai domiciliari è finito invece Pino Fusca, 42 anni di Cessaniti. Obbligo di dimora per Antonello Francolino, 44 anni di Briatico, ritenuto uno degli intermediari. Tra i denunciati a piede libero, infine, Antonino Giannini, 24 anni di Zambrone, e il personal trainer Vincenzo Runca, 33 anni di Briatico. Quest'ultimo, secondo quanto riferito in conferenza stampa, avrebbe acquistato sostanze stupefacenti nell'ambito della sua attività sportiva

 

 

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