Sperona auto del giudice per amore, divieto di avvicinamento per l'avvocato stalker
Arresto convalidato e applicazione della misura cautelare dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per tre volte alla settimana oltre al divieto di avvicinamento (a distanza non inferiore a 500 metri) ai luoghi abitualmente frequentati dalla persona offesa e dai suoi familiari. E' quanto ha stabilito il gip del Tribunale di Catanzaro Pietro Carè nei confronti dell'avvocato Isabella Donato, accusata di atti persecutori nei confronti di un magistrato della Corte d'Appello del capoluogo di Regione.
"Accecata" dall'amore. I fatti analizzati nell'ordinanza di convalida dell'arresto e di applicazione della misura cautelare avrebbero causato alla vittima "un perdurante e grave stato d'ansia e di paura da ingenerare un fondato timore per la propria incolumità e quella dei prossimi congiunti". L'epilogo di una serie di condotte, definite "persecutorie", risale allo scorso 22 giugno quando la donna ha speronato l'auto del giudice allo svincolo di Satriano dopo averlo inseguito e ripetutamente tamponato. Ai carabinieri giunti sul luogo dell'incidente ha quindi riferito di essere innamora del magistrato al quale ha anche chiesto di lasciare la moglie. Ai Carabinieri il magistrato vittima di stalking ha anche prodotto quattro bigliettini a firma dell'indagata e documentato i danni alla carrozzeria dell'auto. "La condotta violenta e pericolosa della Donato - si legge nell'ordinanza - nella circostanza dell'arresto ha costituito soltanto l'ultimo di una serie di comportamenti reiterati nel tempo". I due si erano conosciuti nel 2014 e da qui lei avrebbe manifestato (non ricambiata da lui) il suo amore. Per il giudice è quindi iniziato un vero e proprio calvario con la donna trasformata in un'incallita stalker.
L'udienza di convalida. Nel corso dell'interrogatorio di convalida, la donna (difesa dall'avvocato Antonello Talerico) si è avvalsa della facoltà di non rispondere mentre il suo difensore ha esibito documentazione medica deducendo quale causa della condotta tenuta dalla propria assistita "uno stato patologico o, comunque, una condizione mentale di scarso equilibrio". Il gip di Catanzaro ha quindi convalidato l'arresto, applicando quale misura cautelare l'obbligo di presentazione alla pg e il divieto di avvicinamento alla parte offesa. "A fronte di una condotta lungamente molesta ma priva di apparenti segni di aggressività, l'episodio - scrive il giudice - da cui è scaturito l'arresto risulta sintomatico di uno stato emotivo alterato, caratterizzato da perdita di controllo e di lucidità, potenzialmente foriero - se non vigilato e risolto - di comportamenti analoghi". Per questo motivo il gip ha optato per questo tipo di misura cautelare sottolineando che l'indagata non potrà avvicinarsi in alcun modo alla persona offesa, alla stanza o all'aula di udienza del magistrato in Corte d'Appello.

