Duplice omicidio Cassano, assolto il boss Bruno Emanuele. Condannato il pentito Forastefano
L'ex boss della Sibaritide, da anni collaboratore di giustizia, è stato giudicato colpevole dal gup di Catanzaro. Dovrà scontare venti anni di reclusione
Due assoluzioni ed una condanna. Questo il verdetto emesso nella tarda mattinata di oggi dal gup distrettuale Antonio Battaglia nell'ambito del processo con rito abbreviato sul duplice omicidio di Fioravante Abbruzese, ritenuto il capo dell'omonimo clan degli Zingari, e di Eduardo Pepe, considerato l'ex boss di Cassano.

Il verdetto. Sono stati assolti Andrea Martucci, 37 anni di Cassano (difeso dall'avvocato Nicola Rendace) e Bruno Emanuele, 45 anni di Gerocarne (difeso dagli avvocati Giuseppe Di Renzo e Giancarlo Pittelli, oggi sostituito dall’avvocato Enzo Galeota), considerato il capo dell'omonimo clan attivo nelle Preserre vibonesi. E' stato invece condannato a venti anni di reclusione l'altro imputato, il collaboratore di giustizia Antonio Forastefano.
L'ipotesi dell'accusa. Secondo la tesi accusatoria rappresentata dal Pm della Dda di Catanzaro, Domenico Guarascio,Forastefano avrebbe fornito l'auto, una Lancia Thema, e le armi utilizzate per compiere l'agguato mentre Andrea Martucci avrebbe seguito le vittime per verificarne le abitudini e Bruno Emanuele avrebbe invece partecipato all'azione di fuoco nel ruolo di killer e nell'ambito di uno scambio di favori con il clan dei Forastefano.
L'agguato. L’omicidio era avvenuto il il 3 ottobre del 2003. Un’esecuzione che, secondo la Dda catanzarese, rientrava in “una complessa strategia criminale stragista volta ad assicurare l’egemonia in tutto il territorio della Piana di Sibari del nuovo gruppo ‘ndranghetistico facente capo alla famiglia Forastefano, eliminando aderenti alla cosca Abbruzzese”. L’agguato era avvenuto a lungo la strada provinciale Cassano-Lauropoli, quando i killer con il volto coperto avevano aperto il fuoco con un fucile, una doppietta calibro 12, e una pistola calibro 9.19, caricata a proiettili 9.21. Il colpo di grazia sui rivali sarebbe spettato al boss Forastefano che, sceso dalla macchina, avrebbe esploso contro Pepe e Abbruzzese due colpi con la pistola 9×19.
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