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Si accende lo scontro tra la Cisl Medici Calabria e l’Asp di Catanzaro sull’Atto Aziendale approvato dall’Azienda sanitaria con delibera n. 375 del 18 marzo 2026. Il documento, che definisce l’assetto organizzativo dell’ente individuando dipartimenti, distretti e strutture operative, è finito al centro delle critiche del sindacato, che denuncia l’assenza di un reale confronto preventivo con le organizzazioni dei lavoratori.

Secondo la Cisl Medici, la fase di elaborazione dell’Atto avrebbe dovuto prevedere un percorso partecipato e trasparente, in linea con quanto stabilito dal contratto collettivo nazionale e dalle linee guida regionali. Il sindacato sostiene invece che l’Asp si sia limitata a un unico incontro informativo, avvenuto diversi mesi prima dell’approvazione del provvedimento, durante il quale sarebbero state illustrate soltanto alcune slide senza fornire dettagli completi sull’organigramma e sugli aspetti regolamentari.

Nel merito, la federazione sindacale evidenzia presunte criticità legate alla conformità dell’Atto rispetto a diversi decreti commissariali regionali che disciplinano la rete ospedaliera, l’emergenza-urgenza e l’organizzazione territoriale della sanità calabrese.

Tra gli aspetti maggiormente contestati figura l’istituzione del nuovo “Dipartimento delle Funzioni Sanitarie Trasversali”, ritenuto dal sindacato privo di una chiara omogeneità organizzativa. La struttura accorperebbe infatti servizi con competenze differenti, tra cui l’assistenza farmaceutica territoriale, la sanità penitenziaria, il centro screening e la medicina del viaggiatore e delle migrazioni.

Ulteriori rilievi riguardano la graduazione economica attribuita ad alcune strutture dipartimentali. Secondo la Cisl Medici, tali decisioni sarebbero state adottate senza il necessario confronto con le organizzazioni sindacali, limitando di fatto le prerogative previste dalla contrattazione.

Per queste ragioni il sindacato ha espresso formale dissenso rispetto all’affermazione contenuta nella delibera secondo cui l’Atto Aziendale sarebbe stato condiviso con le organizzazioni sindacali. La federazione, assistita dall’avvocato Alessandra Lazzaro, ha quindi presentato un ricorso al Giudice del Lavoro del Tribunale di Catanzaro per presunto comportamento antisindacale.

«Non si possono accettare decisioni unilaterali che aggirino norme contrattuali e legislative», sostiene la Cisl Medici, che ribadisce come il confronto tra azienda e rappresentanze dei lavoratori sia uno strumento essenziale per migliorare l’organizzazione dei servizi sanitari e garantire una risposta efficace ai bisogni dei cittadini.