Si chiude la partita giudiziaria per Nazzareno Patania, 53enne residente a Stefanaconi e figlio del defunto Fortunato Patania, boss della 'ndrina di Stefanaconi, nel Vibonese, ucciso nella faida esplosa nel 2011 con il clan emergente dei Piscopisani.

I Carabinieri della Stazione di Sant’Onofrio hanno dato esecuzione a un ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Catanzaro. Il provvedimento è il risultato di una sentenza ormai irrevocabile, passata al vaglio della Suprema Corte di Cassazione, che ha confermato la solidità dell'impianto accusatorio.
Le accuse che gravano sull'uomo sono pesantissime e riflettono un periodo di forte pressione criminale sul territorio
vibonese: associazione di tipo mafioso ed usura in concorso, reati aggravati dalle modalità mafiose. I fatti contestati, secondo
le risultanze processuali, risalgono al periodo compreso tra il maggio 2010 e l'ottobre 2012, una finestra temporale in cui
il controllo del territorio e le attività di strozzinaggio avevano segnato profondamente la comunità locale.

L’ordine di carcerazione, siglato dall'Ufficio Esecuzioni Penali di Catanzaro, stabilisce che il condannato debba ora espiare una
pena residua di sei mesi di reclusione. Nonostante la durata contenuta del periodo rimanente, la natura ostativa dei reati
legati alla criminalità organizzata ha imposto l’immediata traduzione in istituto penitenziario, senza possibilità di misure
alternative automatiche. Dopo la notifica del provvedimento e le consuete formalità di rito espletate presso la locale stazione dell'Arma, Nazzareno Patania è stato scortato dai militari presso la Casa Circondariale di Vibo Valentia. Qui resterà a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per lo scontamento della pena definitiva.