Si aggiunge un nuovo tassello all'articolata vicenda giudiziaria legata al duplice omicidio consumato nel settembre del 2021 all'interno di un centro equestre del Catanzarese. La Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro ha infatti rideterminato la pena nei confronti di Saleem Masih, il lavoratore pakistano ritenuto responsabile dell'uccisione di Giuseppe Sestito e Vincenzo Marino.

I giudici hanno fissato la condanna a 13 anni e 6 mesi di reclusione, riducendo ulteriormente il trattamento sanzionatorio già rivisto nei precedenti gradi di giudizio. La decisione arriva al termine del nuovo esame disposto dalla Corte di Cassazione, che aveva annullato con rinvio la precedente pronuncia d'appello, chiedendo una nuova valutazione di alcuni aspetti del caso.

Al centro del dibattito processuale è rimasta la condizione psichica dell'imputato al momento dei fatti. Le perizie e le consulenze tecniche acquisite nel corso degli anni hanno evidenziato una compromissione parziale della capacità di intendere e di volere, elemento che ha inciso in maniera significativa sulla determinazione finale della pena.

L'inchiesta aveva ricostruito una sequenza di violenza improvvisa e devastante. Dopo il fermo, l'uomo aveva ammesso le proprie responsabilità, fornendo agli investigatori una dettagliata ricostruzione degli eventi e attribuendo il gesto a un profondo stato di disagio personale, aggravato da problemi familiari e da una situazione psicologica particolarmente complessa.

La tragedia sconvolse profondamente il territorio per la brutalità dell'azione e per il numero delle persone coinvolte. Oltre alle due vittime, infatti, altre persone presenti nella struttura rischiarono di rimanere ferite nel tentativo di prestare soccorso e fermare l'aggressore. Soltanto l'intervento di alcuni presenti consentì di bloccare l'uomo fino all'arrivo delle forze dell'ordine.