Cinque giorni di chiusura e sanzione amministrativa da 400 euro. E’ il provvedimento adottato nei confronti del “Mamma non vuole”, il locale sito in piazza Morelli a Vibo Valentia, il cui titolare è Benito La Bella, 32 anni di Piscopio, accusato di associazione mafiosa e traffico di sostanze stupefacenti nell'ambito dell'inchiesta "Rimpiazzo" e ritenuto un esponente del clan dei Piscopisani.

Troppa gente in piazza. Più volte oggetto di segnalazioni da parte dei cittadini esasperati e di lamentele arrivate fino in Prefettura, il "Mamma non vuole", nella serata di ieri, nell’ambito di un servizio di contrasto alla diffusione del Covid-19 coordinato a livello provinciale dal prefetto Francesco Zito, ha ricevuto la visita dei Carabinieri della Stazione di Vibo e della Sezione radiomobile che hanno ravvisato la presenza di troppa gente. Un vero e proprio assembramento in violazione a tutte le nome anti-contagio che ha indotto i militari dell’Arma ad adottare i provvedimenti del caso: dalla sanzione amministrativa fino alla chiusura temporanea del locale in attesa delle ulteriori decisioni che spettano adesso alla Prefettura di Vibo Valentia.

Clan dei Piscopisani, il Riesame annulla il sequestro del "Mamma non vuole" di Vibo
Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha annullato il sequestro preventivo nei confronti di Benito La Bella, 32 anni di ...