Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha annullato il sequestro preventivo nei confronti di Benito La Bella, 32 anni di Piscopio, titolare del locale "Mamma non Vuole", ubicato in piazza Morelli in pieno centro a Vibo. Il giovane, accusato di associazione mafiosa e traffico di sostanze stupefacenti, è ritenuto un esponente del clan dei Piscopisani e, come tale, risulta coinvolto nella maxi inchiesta denominata "Rimpiazzo" che nelle scorse settimane ha portato al sequestro preventivo, emesso in via d'urgenza dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, di oltre due milioni di euro. Nell'ambito di questo provvedimento a La Bella (considerato uomo di fiducia di Rosario Fiorillo, alias "Pulcino") sono stati sequestrati anche un'auto e un appartamento oltre al noto locale vibonese.

Il ricorso. Contro il decreto di sequestro eseguito dal personale della Squadra Mobile di Catanzaro e di Vibo e dal Servizio centrale operativo, i difensori del 32enne, gli avvocati Sergio Rotundo e Walter Franzè, si sono rivolti al Tribunale del Riesame di Catanzaro che accogliendo le argomentazioni presentate dai legali ha disposto il dissequestro dei beni mobili ed immobili intestati a La Bella nonché l'immediata restituzione.

Il sequestro ai "Piscopisani". Nel suo complesso il provvedimento ablatorio riguarda numerosi beni, ma anche società e imprese individuali, ubicati nelle province di Vibo Valentia e Bologna, quote societarie, la cui titolarità è riconducibile ad alcuni esponenti del clan dei Piscopisani indagati, a vario titolo, per i reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione, danneggiamento, favoreggiamento personale, detenzione e porto illegale di armi ed esplosivi, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti e intestazione fittizia di beni, tutti aggravati dal metodo mafioso. (mi.fa.)