"Fornace Tranquilla", una discarica di veleni nel Vibonese: il processo non va in prescrizione
Il Giudice unico del Tribunale penale di Vibo Valentia, Marina Russo, ha respinto la richiesta degli avvocati difensori di dichiarare la prescrizione del processo “Poison”, che riguarda l'area dell'ex “fornace Tranquilla” nel territorio di San Calogero, ritenuta la discarica dei veleni più pericolosa d'Europa.
La “nostra” Terra dei Fuochi. Si trova a Calimera, frazione di San Calogero, l'area della “Fornace Tranquilla”, società composta dai fratelli Romeo, originari di Taurianova, che un tempo produceva laterizi. Morto in circostanze poco chiare uno dei fratelli, Antonino Romeo, nell'area si è passati dalla produzione di laterizi allo smaltimento di rifiuti, business milionario che da sempre fa gola alle cosche mafiose.
L'omicidio di Sacko Soumayla. Ma l'area della “Fornace tranquilla” registra un'altra morte, quella della del bracciante sindacalista orginario del Mali, Sacko Soumayla, ucciso a fucilate il 2 giugno scorso. Per l'omicio del bracciante è stato sottoposto a fermo Antonio Pontoriero, per il quale il giudice ha confermato la custodia cautelare in carcere, ma non ha convalidato il fermo. L'uomo è parente di uno delle persone coinvolte nell'inchiesta poi sfociata nel processo “Poison”.
Interrogazione parlamentare. L'eco della vicenda è arrivata anche in Parlamento: i parlamentari M5s Paolo Parentela, Giuseppe d’Ippolito, Dalila Nesci, Riccardo Tucci e Nicola Morra hanno preannunciato un'interrogazione parlamentare, diffondendo una nota con la quale affermano che “Lo Stato deve scavare a fondo sull’omicidio di Soumayala Sacko e il ferimento di Madiheri Drame e Madoufoune Fofana presso l’ex fornace “La tranquilla” di San Calogero, nel Vibonese, per accertare se nella vicenda vi sia, come pare probabile, il coinvolgimento della ‘ndrangheta, che in quella provincia ha risapute radici e ramificazione”.
Rinvio a febbraio prossimo. Alla richiesta di prescrizione si è opposto il Pubblico Ministero d'udienza, Caterina Berlingieri. Respinta la richiesta di prescrizione, il processo, che prosegue per accertare le responsabilità per i reati di disastro colposo ed associazione a delinquere finalizzata al traffico di rifiuti pericolosi, è stato aggiornato al sette febbraio del 2019, quando saranno ascoltati due testimoni.
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