Nel Comune di Vibo per assumere le figure amministrative del settore dei Servizi sociali sono state utilizzate le somme del Fondo povertà, facendo inoltre ricorso a un’agenzia interinale "a cui si passano decine di migliaia di euro e si opera con proroghe con chiare”. Una questione che è stata affrontata lo scorso lunedì nel corso del question time, a seguito di un'interrogazione presentata da l’ex assessore al Welfare Lorenza Scrugli, attuale consigliera di minoranza di Vibo da Vivere, insieme a Laura Pugliese del Gruppo misto ed Elisa Fatelli del gruppo "Con Vibo e per Vibo".

I chiarimenti richiesti riguardavano la procedura di selezione di varie figure e, soprattutto, l’affidamento del servizio temporaneo a un’agenzia interinale poi prorogato anche attingendo alle risorse del Fondo povertà. Una scelta che l’assessore alle Politiche sociali Rosamaria Santacaterina si è limitata a giustificare non dal punto di vista politico ma riportando, semplicemente, una relazione della dirigente Adriana Teti. La scelta di ricorrere a un'agenzia interinale - ha spiegato - deriva “dalla necessità di dare continuità all’azione dell’ambito socio-assistenziale, con la proroga dell’incarico per 4 unità lavorative individuate dall’agenzia interinale. Gli uffici - ha concluso l’assessore - individuano la modalità più congrua per il procedimento che deve essere celere e il meno oneroso possibile”.

"Qual è il ruolo della politica in questo settore visto che decide tutto la dirigente?" ha allora ribattuto Lorenza Scrugli. "Dirigente che peraltro - aggiunge - disattende se stessa”. Ancora una volta nel ramo delle Politiche sociali, così come era avvenuto anche per la questione dell'asilo nido (ne abbiamo parlato QUI), l'opposizione contesta "un controllo che è totalmente mancato a fronte di un indirizzo necessario da parte della politica”, lasciando scelte importanti in mano agli uffici tecnici.

Si continuerebbe a fare ricorso alle agenzie interinali con fondi dei cittadini, i quali - ha concluso Lorenza Scrugli - dovrebbero essere beneficiarie le categorie più deboli. Quelle categorie che dovremmo tutelare e invece, con i loro soldi, si passano decine di migliaia di euro a un’agenzia interinale e si opera con proroghe con chiare”.