'Ndrangheta, indagini chiuse per il clan Bonavota. Tra i 14 indagati anche un avvocato
Nuovo step dell'inchiesta scaturita dall'operazione Conquista, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro e condotta dai carabinieri di Vibo
Omicidio, detenzione e porto d'armi comuni e da guerra, ricettazione in concorso. Il tutto aggravato dal metodo mafioso. Con queste ipotesi di accusa a carico di quattordici indagati, il pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro Anna Maria Frustaci, sotto la guida del procuratore della Repubblica Nicola Gratteri, ha chiuso le indagini, nei confronti degli esponenti di vertice della famiglia Bonavota operativa nei comuni di Sant'Onofrio e Maierato.
Favoreggiamento. Tra gli indagati dell'inchiesta scaturita dall'operazione Conquista, c'è anche l'avvocato Giuseppe Di Renzo, noto penalista vibonese, che risponde di favoreggiamento personale. Il professionista, in qualità di legale, "su richiesta di Andrea Mantella, a seguito di un colloquio tenuto il 5 novembre 2007 nel carcere di Palmi, portava fuori dall'istituto di pena - a giudizio degli inquirenti - la missiva del Mantella stesso contenente l'indicazione a Francesco Lo Bianco di contattare Antonio Falbo, al fine di fargli riferire circostanze false in relazione alla ragione per la quale il suo cellulare agganciava la cella di Francavilla Angitola Stazione, il giorno dell'omicidio (di Cracolici) e nei giorni immediatamente precedenti, in cui venivano eseguiti i sopralluoghi, in modo da scagionarlo dal delitto per il quale era indagato".
L'inchiesta. Nello scorso mese di giugno, nell'ambito del medesimo filone d'indagine erano stati arrestati Pasquale Bonavota e Francesco Salvatore Fortuna, nel prosieguo dell'operazione che, nel dicembre 2016, aveva portato ad un fermo di indiziato di delitto a carico di vari esponenti della famiglia di Sant'Onofrio. Chiaro l'obiettivo della Direzione distrettuale antimafia: arrivare a mandanti ed esecutori materiali degli omicidi di Raffaele Cracolici e Domenico Di Leo. Il primo dei due venne ucciso in un agguato avvenuto il 4 maggio 2004 e commissariato dai Bonavota - a giudizio degli investigatori - per eliminare uno degli ostacolo maggiori nella loro espansione nell'area industriale di Maierato. L'altro venne eliminato il 12 luglio 2014. Gli indagati avranno ora 20 giorni di tempo per chiedere di essere sentiti dal pubblico ministero, depositare memorie difensive e chiedere ogni altro atto utile all'esercizio del diritto di difesa prima che la Dda proceda con le richieste di rinvio a giudizio.
La difesa. Il collegio difensivo è costituito dagli avv. Salvatore Staiano, Sergio Rotundo, Manfredo Fiormonti, Nicola Cantafora, Vincenzo Gennaro, Tiziana Barillaro, Francesco Muzzopappa, Nicola D'Agostino, Maria Grazia Conidi, Antonino Tillieci, Giuseppe Spinelli, Armando Veneto, Francesco Lione, Raffaele Rizzuti, Giovanni Gemelli. (t.f.)
ELENCO DEGLI INDAGATI
Francesco Fortuna, 37 anni di Sant'Onofrio
Andrea Mantella, 45 anni di Vibo Valentia (collaboratore di giustizia)
Onofrio Barbieri, 37 anni di Sant'Onofrio
Domenico Bonavota, 38 anni di Sant'Onofrio
Pasquale Bonavota, 43 anni di Sant'Onofrio
Nicola Bonavota, 41 anni di Sant'Onofrio
Giuseppe Lopreiato, 23 anni di Sant'Onofrio
Domenico Febbraro, 24 anni di Sant'Onofrio
Francesco Michienzi, 37 anni (collaboratore di giustizia)
Vincenzino Fruci, 41 anni di Curinga
Giuseppe Di Renzo, 45 anni di Vibo Valentia,
Francesco Lo Bianco 47 anni di Vibo Valentia
Antonio Falbo, 54 anni di Lamezia Terme
Santina La Grotteria, 45 anni di Vibo Valentia
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