'Ndrangheta a Vibo: boss condannato a 12 anni (NOME)
La posizione di vertice del clan e la capacità di coordinamento sulle estorsioni e le dinamiche mafiose locali hanno determinato la gravità della pena comminata

La sentenza del processo “Portosalvo” getta luce sulla struttura e le dinamiche del clan Tripodi a Vibo Valentia. Il gup di Catanzaro ha condannato a 12 anni di reclusione Salvatore Tripodi, riconoscendolo a capo della cosca di Portosalvo e punto di riferimento per familiari e sodali, pur assolvendo l’imputato dall’accusa di omicidio in concorso per Michele Palumbo.
Le motivazioni, poco più di 300 pagine, evidenziano come le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Andrea Mantella e Raffaele Moscato abbiano ricostruito la leadership di Tripodi: dopo la partenza del fratello Nicola, storico boss, l’imputato avrebbe assunto il controllo della famiglia e della consorteria criminale, promuovendo estorsioni e usura sugli imprenditori locali e partecipando alla lotta contro la cosca Mancuso per il dominio della zona costiera di Vibo Valentia.
Pur non emergendo un contributo individuale agli omicidi contestati, il gup sottolinea il ruolo centrale di Tripodi come figura di riferimento stabile nell’azione criminale. La posizione di vertice del clan e la capacità di coordinamento sulle estorsioni e le dinamiche mafiose locali hanno determinato la gravità della pena comminata.
