Macabra profanazione: cadavere decapitato e testa rubata (NOME)
Mentre i Carabinieri cercano il cranio sparito, l'ex compagno si presenta al Comando con il suo legale. È caccia al responsabile del rito dell'orrore
Una svolta, o forse un passaggio necessario per fare chiarezza su un atto che ha sconvolto l’intera comunità della Valle Imagna. Francesco Dolci, ex compagno di Pamela Genini, si è presentato spontaneamente presso il Comando provinciale dei Carabinieri di Bergamo per fornire la propria versione dei fatti in merito alla mostruosa profanazione avvenuta nel cimitero di Strozza.
L'uomo è giunto in caserma poco prima della sua legale, l’avvocato Eleonora Prandi. Sebbene al momento non siano trapelate indiscrezioni ufficiali su eventuali iscrizioni nel registro degli indagati, la sua audizione rientra nel fitto calendario di accertamenti che i militari dell'Arma stanno conducendo per dare un nome ai responsabili di un gesto che definire brutale è riduttivo.
Il caso ha sollevato un’ondata di orrore: ignoti hanno scoperchiato la tomba di Pamela, giovane vittima di omicidio, procedendo alla decapitazione del cadavere e al furto del cranio. Un rito macabro, un atto di feticismo criminale o forse un estremo messaggio di odio? Gli inquirenti non escludono alcuna pista e stanno passando al setaccio ogni legame passato della vittima, analizzando anche i filmati delle telecamere di sicurezza che sorvegliano l'area cimiteriale e le zone limitrofe.
L’audizione di Dolci serve a ricostruire il contesto relazionale recente della vittima e a verificare eventuali alibi. Mentre il legale si è trincerato dietro un comprensibile riserbo professionale, i Carabinieri continuano i rilievi scientifici sul luogo della profanazione, a caccia di tracce biologiche o impronte che il "boia del cimitero" potrebbe aver lasciato durante l'inquietante incursione notturna. La comunità di Strozza, intanto, chiede giustizia per una ragazza a cui è stata negata persino la pace eterna.
