Il silenzio politico ad Acquaro è ufficialmente terminato. Con una mossa che rimescola i rapporti di forza sul territorio, l’ex sindaco Giuseppe Barilaro ha scelto le colonne del Quotidiano del Sud per annunciare il suo ritorno nell’arena elettorale. Una decisione che arriva in un momento cruciale per il centro dell’entroterra vibonese, chiamato al voto il prossimo 24 e 25 maggio dopo un lungo e complesso periodo di gestione commissariale.

Una candidatura nata dal "senso di appartenenza"

Barilaro non usa giri di parole per spiegare le ragioni che lo hanno spinto a riprovarci. Non si tratta di una semplice ambizione personale, assicura l'ex primo cittadino, ma di un atto d’amore verso una comunità che, negli ultimi anni, ha vissuto pagine difficili. «Amo questo paese da sempre», ha dichiarato nell'intervista che ha segnato il suo ritorno ufficiale, sottolineando come la scelta di ricandidarsi nasca dalla volontà di contrastare un declino che appare, agli occhi di molti, inesorabile.

Il leitmotiv della sua campagna elettorale sembra già tracciato: «Ridare un’anima e un cuore pulsante a questo paese». Una frase che suona come una promessa di ricostruzione sociale, prima ancora che amministrativa. Barilaro si presenta come il volto dell’esperienza, colui che conosce i meccanismi della macchina comunale e che, nel corso dei suoi precedenti mandati, sostiene di aver risanato i conti dell'ente, portandoli in attivo nel 2023.

I temi della sfida: frazioni e dialogo con le istituzioni

Il programma di Barilaro, stando a quanto emerso, punterà con decisione sulla valorizzazione del territorio, con un occhio di riguardo per le frazioni. Tra le priorità indicate figurano piani straordinari per il ripristino della viabilità (compromessa da eventi climatici) e la valorizzazione delle tradizioni culturali e religiose, elementi visti come collante necessario per una popolazione frammentata.

Sul piano politico-istituzionale, l’ex sindaco ha espresso la necessità di ricostruire un rapporto di fiducia e collaborazione costante con l’Ufficio Territoriale del Governo. L’obiettivo è chiaro: uscire dall'isolamento e garantire che la voce di Acquaro torni a pesare nei tavoli che contano. «Recuperare piena considerazione dalle istituzioni a ogni livello è un imperativo irrinunciabile», ha ribadito.

Oltre le contrapposizioni

Un passaggio significativo dell'intervento di Barilaro riguarda il metodo di governo. In un contesto locale spesso segnato da aspre divisioni, l'ex sindaco lancia un appello alla pacificazione. «Non si governa contro qualcuno, ma con una visione di paese», ha precisato, distanziandosi da una politica fatta di soli scontri personali o tentativi di demolizione dell'avversario.

La sua ricetta per il futuro si basa su quella che definisce una "nobile tradizione della democrazia cristiana", fatta di solidarietà, ascolto e inclusione. Nessuna chiusura preventiva, dunque, ma un invito a sedersi a un tavolo comune per operare una sintesi che possa risollevare le sorti di Acquaro.