"Avevo tentato di collaborare con la giustizia una volta nel 1999, quando sono stato scarcerato, e una volta verso il 2001. La prima tramite un prete e un funzionario di Polizia, che mi hanno fatto parlare con un funzionario ancora più alto, ma all’epoca non era stato possibile anche perché mossi delle accuse anche verso alcuni personaggi della magistratura e la cosa venne accantonata". A parlare tempo addietro, contro la cosca di 'ndrangheta dei Piscopisani, è stato pomeriggio in collegamento da un sito riservato il pentito Bartolomeo Arena, 45 anni, collaboratore di giustizia dal 2019 (QUI il racconto dell'udienza).

Arena ha nuovamente ripetuto quanto dichiarato nel maxi processo Rinascita Scott a inizio ottobre, fornendo particolari che prima di quell'occasione erano inediti  e sono al momento oggetto di indagini riservate. Il pentito ha infatti affermato di aver provato a pentirsi anche molto tempo prima della sua effettiva collaborazione con la giustizia. Una volta anche nel 2001 quando "contattai altri esponenti della Polizia continuando a muovere accuse verso un appartenente alla magistratura, e in pratica non venni presi sul serio e non venni più contattato. Avrebbero voluto più che altro che io rimanessi come confidente, ma quando io gli chiesi se era possibile la protezione mi dissero che non potevano garantirmela”.

Addirittura, afferma Arena, in entrambi i casi “avevo detto che ero disposto a farmi microfonare mentre dovevo essere rimpiazzato”, ovvero battezzato nella 'ndrangheta. Un aiuto concreto a fornire elementi di prova, dunque, che però sarebbe stato rifiutato: “Mi dissero che era troppo pericoloso. Ma all’epoca era così - conclude Arena - le forze dell’ordine erano diverse da quelle che sono oggi…”.

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