Dopo l'ordinanza del presidente della Regione Calabria Nino Spirlì, che chiude le scuole di ogni ordine e grado per due settimane, da parte della politica e della società civile si sono alzati diversi gridi di protesta. Sono due gli elementi principali finiti sotto la lente: i notevoli ritardi nella vaccinazione della popolazione, tra cui il personale scolastico, e l'assenza di proporzionalità per la misura considerata non adeguata alla "zona gialla" in cui si trova ora la Calabria.

"Cos'ha fatto Spirlì per la sicurezza dei calabresi?". "Dal suo pulpito virtuale, da dove quotidianamente elargisce pillole di saggezza e insulti a chi non condivide le sue decisioni e il suo punto di vista - afferma la senatrice Bianca Laura Granato (Gruppo misto) - il presidente facente funzioni della Regione Calabria, il miracolato Nino Spirlì, ci spiega che l'istruzione va difesa sempre e comunque ma la scuola non è l'aula!". "In Calabria dove non c'è impresa, non c'è lavoro, non c'è prospettiva per i giovani - continua la senatrice ex M5S - con tutti gli esercizi commerciali aperti e in zona gialla l'unica soluzione che sa trovare questo brutto scherzo che ci ha fatto la sorte, è quella chiudere le scuole. Grazie Spirlì: qualcuno lo faccia uscire nella bolla in cui vive da sei mesi". "Incapace di organizzare un servizio efficiente di vaccinazione sul territorio, incapace di gestire il trasporto pubblico in sicurezza, perché non racconta - si chiede ancora la senatrice Granato - in quei ridicoli video con cui ogni giorno ci dà il buongiorno cosa ha fatto per il contenimento del contagio e per la sicurezza e la salute dei calabresi?".

Il metodo "confusionario" sta aumentando i problemi. “L’approccio confusionario del presidente facente funzioni della Regione Calabria Nino Spirlì alla gestione degli effetti della pandemia non solo non consente di limitare i disagi, ma addirittura li amplifica destando perplessità e talvolta sconcerto”. Così invece il consigliere regionale Luigi Tassone che valuta negativamente le modalità di attuazione delle scelte regionali e sostiene che “l’attenzione andrebbe posta sulle misure che consentono di ridurre i rischi e di cominciare a pensare a come ritornare alla normalità”. "Spirlì - spiega Tassone - dovrebbe impegnarsi per far accelerare la somministrazione dei vaccini. Tralasciando il fatto, comunque grave, che in Italia siamo il fanalino di coda per dosi somministrate, è il caso di segnalare che la materiale esecuzione delle attività si è rivelata disorganizzata e caotica tanto che le lunghe file sopportate da chi vuole veder soddisfatto un proprio diritto rischiano di essere esse stesse occasione di contagio".

Perchè non regge il confronto con altre regioni. I rappresentanti del comitato "Educhiamo Calabria", invece, pongono l'accento sul fatto che "essersi confrontati con gli omologhi delle altre regioni" non sia una valida argomentazione, in quanto "in Emilia-Romagna, dallo stesso citata a mo’ di esempio nelle sue immancabili dirette social, i dati sono ben diversi e proprio non si capisce il perché una misura tanto restrittiva debba essere applicata anche alla Calabria". "Perché nelle dirette non denuncia che il piano di vaccinazione è pressoché inesistente per il personale scolastico – continua il Comitato - che regna la totale confusione nella distribuzione dei vaccini e ultra 80enni già prenotati si vedono negare la loro prima dose con la spiegazione 'sono terminati'?".