Capo Vaticano: Tar sospende demolizione chiosco "Au Petit Suisse" di S. Maria
I giudici amministrativi, in attesa della trattazione nel merito del ricorso, sospendono l'esecuzione di due recenti provvedimenti del Comune di Ricadi
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di GIUSEPPE BAGLIVO
Sospesi dal Tar di Catanzaro i due provvedimenti del Comune di Ricadi del 25 giugno e del 21 luglio scorsi con cui è stata decisa la demolizione d’ufficio del chiosco "Au Petit Suisse" di Santa Maria di Ricadi, nota località turistica della costa vibonese. Non sospeso, invece, il provvedimento (n.2349) del 4 marzo 2015 del servizio Urbanistica del Comune di Ricadi - all'epoca retto da una terna commissariale dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose dei precedenti organi elettivi dell'ente - con il quale è stato ordinato il ripristino dello stato dei luoghi, a ridosso della spiaggia di Santa Maria, con lo smontaggio del chiosco. E' stato il presidente della seconda sezione del Tar di Catanzaro, con apposito decreto, ad accogliere l'istanza di misure cautelari monocratiche proposta dal proprietario del chiosco "Au Petit Suisse", assistito dall'avvocato Rosa Maria Laria.

Il decreto del Tar. In diritto amministrativo le misure cautelari cautelari monocratiche sono misure provvisorie richieste prima che vi sia stata la trattazione della domanda cautelare da parte del Collegio, quando vi sia estrema gravità ed urgenza tale da non consentire neppure la dilazione fino alla data della camera di consiglio. Ed in tal senso, il presidente della seconda sezione del Tar di Catanzaro, ad una prima sommaria analisi del ricorso propria di tale fase del giudizio, ha ritenuto che nel caso di "specie sussiste all’evidenza una situazione di pregiudizio di estrema gravità ed urgenza - sottolinea il giudice amministrativo - correlata alla prossima demolizione d’ufficio del manufatto, per cui va accolta la richiesta tutela cautelare limitatamente tuttavia ai provvedimenti" numero 5935 del 25.6.16 e prot. n.8304, notificato il 21.7.16 emessi dal Comune di Ricadi retto dall'amministrazione guidata dal neo sindaco Giulia Russo. Solo in ordine a tali due provvedimenti il Tar ha deciso, allo stato, la sospensione della loro esecuzione. Come dire: se tu oggi Comune di Ricadi demolisci il chiosco e poi io Tar nel merito dovessi dare ragione al ricorrente, il pregiudizio in capo al titolare Fabio Pugliese si sarebbe comunque già prodotto con l'abbattimento ed a ben poco servirebbe dargli ragione ex post.

Alla luce della decisione del presidente della seconda sezione del Tar, lunedì 1 agosto non avverrà e non potrà più esserci alcuna demolizione del chiosco "Au Petit Suisse" (in foto a sinistra) per come invece disposto e deciso dalla nuova amministrazione comunale con i due provvedimenti ora sospesi. Al contempo, lo stesso presidente del Tar ha fissato la camera di consiglio per trattazione collegiale (con tre giudici, quindi) del merito del ricorso per l'udienza del 7 settembre prossimo. In quella sede, oltre ai due provvedimenti di demolizione decisi dall'amministrazione comunale il 25 giugno ed il 21 luglio scorsi, nel merito verrà esaminato anche il provvedimento n. 2349 del 4 marzo 2015 del servizio Urbanistica ed Area tecnica del Comune di Ricadi emesso sotto la gestione commissariale e che prevede una diffida in capo a Fabio Pugliese a smontare il chiosco "Au Petit Suisse", ripristinando a proprie spese lo stato dei luoghi, nel termine perentorio di 15 giorni dalla diffida stessa. Diffida che è rimasta ad oggi del tutto ineseguita, con il chiosco che non è stato mai smontato. Si tratta di un distinguo importante, perchè nel suo ricorso l'avvocato Rosa Maria Laria aveva chiesto al Tar la sospensione, in attesa della trattazione nel merito del ricorso, anche della diffida emessa dal Comune sotto la gestione commissariale. Ma sul punto l'istanza dell'avvocato Laria, difensore di Fabio Pugliese non è stata accolta.

La cronologia degli eventi e della vicenda. Il 4 marzo del 2015, il responsabile dell'Area tecnica del Comune di Ricadi, l'ingegnere Pasquale Lagadari (nominato in tale ruolo dalla Commissione straordinaria con decreto del 22 dicembre 2014), emette una diffida (la num. 2349) con la quale invita Fabio Pugliese, in qualità di titolare di un permesso a costruire del 2013, di provvedere a propria cura e spese al ripristino dello stato dei luoghi, mediante lo smontaggio del chiosco "Au Petit Suisse" entro il termine perentorio di 15 giorni dalla notifica dell'ordinanza. Tutto nasce da una nota dell'11 febbraio 2015 con la quale l'allora Commissione straordinaria aveva chiesto al responsabile dell'Ufficio tecnico (ingegnere Lagadari) notizie in merito alla durata delle concessioni dei chioschi stagionali. A quel punto, l'ingegnere Lagadari, spiegava ai commissari che vi era negli uffici una relazione di servizio redatta dagli agenti Giuseppe Natoli e Domenico Morabito della polizia municipale del Comune di Ricadi - datata 28 novembre 2014 - con la quale veniva comunicato che in località Santa Maria era stata accertata la presenza di un chiosco a carattere stagionale all'insegna "Au Petit Suisse", chiedendo quindi notizie in merito all'eventuale presenza di atti autorizzativi che ne consentissero o meno la loro permanenza.

A quel punto, il responsabile dell'Area tecnica del Comune di Ricadi constatava che a Fabio Pugliese era stato rilasciato un permesso nel 2013 relativo ai lavori per "Rinnovo in sanatoria rimontaggio chiosco prefabbricato con annessa veranda all'insegna Au Petit Suisse", ubicato a Santa Maria, su suolo demaniale. Tale permesso prevedeva che la struttura, a carattere stagionale, doveva essere rimossa a fine stagione e comunque non oltre il 30 ottobre 2013. Rimozione poi mai avvenuta (nell'ottobre 2013 era ancora in vita l'amministrazione guidata dal sindaco Pino Giuliano), nonostante la diffida fosse stata inviata (per conoscenza e per come prevede la legge) dall'Area tecnica del Comune anche alla Prefettura di Vibo, alla Procura, alla Stazione dei carabinieri di Spilinga, al Ministero dell'Economia e delle Finanza, all'Agenzia del Demanio, alla Capitaneria di Porto di Vibo Marina, alla Sovrintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici della Calabria, al settore Ambiente della Provincia di Vibo ed all'Ufficio tecnico regionale "Lavori pubblici" di Vibo (ex Genio civile). Ineseguite sono rimaste altresì tutte le altre diffide inviate al proprietario del chiosco nel 2015 per la sua rimozione. Il 4 aprile scorso, quindi, la Commissione straordinaria evidenziava l'assoluta urgenza all'immediata attivazione delle procedure finalizzate alla rimozione dei chioschi e l'Ufficio tecnico comunale avviava la procedura di rimozione con determina numero 36 del 29 aprile scorso. Il 27 giugno l'appalto per i lavori di rimozione dei chioschi abusivi è stato così aggiudicato (con un ribasso del 40,50%) alla ditta De Pascali Antonio con sede a Santa Domenica di Ricadi per un importo complessivo di contratto pari a poco più di 19 mila euro.

Da aggiungere, infine, che la nuova giunta comunale guidata dal sindaco Giulia Russo (che è anche un affermato ed apprezzato avvocato specializzato in diritto amministrativo) - ricevuta una nota dell'avvocato Rosa Maria Laria per conto dei proprietari dei chioschi Fabio Pugliese, Antonio Piserà e Giuseppe Walter Fusca in cui si denunciava l'illegittimità degli atti amministrativi del Comune - il 21 giugno scorso ha deciso di nominare un proprio legale motivando la decisione con "la particolare complessità del caso e l'altissima qualità delle prestazioni richieste". Tale avvocato di "comprovata esperienza - per come si legge nella delibera di giunta - in diritto amministrativo" è stato poi individuato con successiva determina del 22 giugno scorso nel legale vibonese Domenico Sorace che ha ottenuto l'incarico con affidamento diretto da parte del Comune, con l'impegno di spesa, a tal fine, da parte dell'ente della somma di 1.187,13 euro.
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