Capo Vaticano: al via la demolizione del chiosco abusivo al belvedere
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Decisa dai commissari prefettizi, la "patata bollente" dell'esecutività dell'ordinanza è stata lasciata alla neo eletta amministrazione comunale che oggi ha abbattuto la struttura
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di GIUSEPPE BAGLIVO
Sono iniziati questa mattina alle ore 6 i lavori di demolizione del chiosco-bar-pizzeria "Il Tempio di Nettuno" realizzato a ridosso del belvedere di Capo Vaticano, a due passi dallo storico faro ed in uno dei punti più suggestivi dell'intera costa vibonese.
L'ordine di demolizione era stato deciso nel luglio dello scorso anno dalla terna commissariale che ha retto le sorti del Comune dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose dei precedenti organi elettivi dell'ente.
L'ordinanza era stata trasmessa alla Prefettura ed alla Procura di Vibo Valentia, ai carabinieri, alla Regione Calabria, alla Provincia di Vibo ed alla Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici della Calabria. Con tale ordinanza veniva evidenziato come a seguito della rimozione del cancello abusivo – avvenuto il 18 giugno 2015 alla presenza di prefetto e procuratore di Vibo e dei vertici delle forze di polizia – fosse emerso, dall’esame dell’effettivo stato dei luoghi, che la concessione per l’installazione del chiosco era scaduta da tempo.
La struttura, quindi, è stata ritenuta per tale ragione completamente abusiva, mentre il permesso a costruire un bar-paninoteca-birreria non poteva essere rilasciato mancando il nulla-osta paesaggistico che non poteva essere concesso in quanto le opere non rientravano tra quelle soggette a sanatoria ambientale.
Tale chiosco, secondo gli accertamenti del Comune e della Commissione straordinaria, è stato inoltre utilizzato quale abitazione privata dal proprietario, pur essendo stata realizzata totalmente su suolo pubblico. Da qui l’ordine di demolizione del cancello (già eseguito lo scorso anno), del chiosco e della recinzione di ingresso al manufatto.
cancello abbattuto nel 2015
Oggi, quindi, il completamento del ripristino della legalità avviato dai commissari straordinari dopo anni di tolleranza da parte delle precedenti amministrazioni comunali di Ricadi che avevano consentito che un privato, dopo aver ottenuto la concessione comunale per l’installazione di un fabbricato da adibire a bar (senza nulla-osta paesaggistico e con concessione poi scaduta), si appropriasse dell’intera area apponendo un cancello abusivo che per anni ha impedito alla collettività di avere accesso al bellissimo belvedere sito, fra l'altro, pure a due passi dalla casa del defunto scrittore veneto Giuseppe Berto che ha scelto Ricadi come seconda dimora e come luogo di sepoltura. La struttura oggi demolita, ed il suo precedente gestore, sono stati fra l'altro ripetutamente citati anche nella storica operazione antimafia "Dinasty" (ottobre 2003) contro il clan Mancuso di Limbadi che nella zona di Capo Vaticano (unitamente ad alcune "famiglie" del posto loro affiliate) coltiva da sempre forti interessi. La "patata bollente" dell'esecutività dell'ordinanza di demolizione della struttura abusiva è stata tuttavia lasciata dai commissari straordinari alla neo amministrazione comunale guidata dal sindaco, Giulia Russo (eletta nel giugno scorso), che oggi ha provveduto con decisione ad abbattere quello che era divenuto negli anni uno dei "simboli" dell'illegalità nel territorio comunale di Ricadi.
Nella zona di Capo Vaticano ci sono ora altri tre chioschi da eliminare per come deciso dalla terna commissariale con altrettante ordinanze: uno in zona Formicoli, uno a Santa Maria di Ricadi (il Petit Suisse) ed uno nel piazzale del parcheggio di località "Fortino", sempre a Santa Maria. In quest'ultimo caso ci si trova dinanzi ad un chiosco munito di regolare concessione, regolare autorizzazione alla somministrazione di alimenti e bevande e licenza, ma che non è stato mai smontato nei mesi invernali.
Grotticelle ed uno degli accessi a mare impedito. Il caso più controverso ed assurdo rimane tuttavia l'accesso a mare per la spiaggia di Grotticelle dal lato del villaggio Eden. Qui da anni un privato-imprenditore ha chiuso totalmente la strada di accesso al parcheggio comunale ed alla spiaggia, impedendo di fatto a chiunque di poter andare a mare se non attraversando lo stesso villaggio turistico. Da anni è in corso una vicenda giudiziaria, fra il Comune di Ricadi ed il proprietario della struttura, di cui non si riesce a venire a capo. Nonostante la chiusura di tale accesso a mare, nel frattempo, il Comune di Ricadi (tutte le amministrazioni comunali che si sono succedute negli ultimi anni, terna commissariale compresa), ha pensato di lasciare invariate le tante e troppe strisce blu dell'altro parcheggio di Grotticelle (il principale), piazzando qui le strisce bianche non nel piazzale (accanto alle blu), ma solo lungo la carreggiata delle curve della ripida discesa che porta a mare.
Grotticelle, spiaggia libera ridotta al "lumicino"
Un modo come un altro per intasare ancor di più il traffico nella zona (attesa la chiusura dell'accesso a mare dalla discesa del villaggio Eden) e far "imbufalire" ancora una volta residenti e turisti costretti a pagare salati parcheggi sulle strisce blu per ogni ora di sosta, a fronte poi di strade ogni anno sempre più "colabrodo" e di una spiaggia libera che a Grotticelle, fra ombrelloni e sdraio di lidi e villaggi ammassati l'uno accanto all'altro, è ormai ridotta davvero al "lumicino".