Cucine da incubo e... poi? Com'è cambiato il Macrito dopo Cannavacciuolo (FOTO)
Dopo il salvataggio del ristorante di Marano da parte dello chef, il proprietario racconta come la vita della famiglia e del locale si è trasformata.
"Cucine da incubo" e poi? Dopo la visita dello chef Cannavacciuolo com'è andata al Macrito di Marano (Cosenza)? Il ristorante alle porte della Sila si è davvero risollevato dalla crisi oppure spente le telecamere tutto è tornato come prima? Spulciando sul web le quattro stelle su TripAdvisor lasciano ben sperare. «La nostra è sempre stata una cucina di buon livello - spiega Vincenzo Macrito, nel day after la messa in onda - solo che c'era qualche problema che ora abbiamo risolto grazie allo chef. Lo stesso Cannavacciuolo ci ha detto che gli "Incubi culinari" sono ben altri!». Grazie alla truppa di Nove e al passaparola oggi sono in tanti, incuriositi a prenotare un tavolo nel locale che gli architetti della rete hanno rimesso a nuovo. «Avevamo ristrutturato due anni fa ma i tecnici della tv hanno fatto un lavoro splendido. Adesso il Macrito ha davvero una veste più moderna, e i clienti apprezzano questo rinnovamento».
Ma del menù "regalato" dallo chef è rimasto qualcosa in carta? «Certo, gli gnocchetti di ricotta su vellutata di piselli e il risotto alla 'nduja sono anche richiestissimi. Ci sono altri piatti dello chef, invece, che abbiamo accantonato perché la stagionalità non permette di reperire gli alimenti, ad esempio le fettuccine con la salsiccia di fegato alla genovese o alcuni tipi di dessert. Ma posso assicurare che l'impronta di Cannavacciuolo è rimasta, eccome. Lui è uno di noi». Emozionato in video e sorridente di persona, Vincenzo Macrito conserva nel suo locale i disegni dell'artista Giampiero Scola che ha tratteggiato il volto, prima ombroso e preoccupato e poi sereno e solare del proprietario annichilito dal lutto per la perdita del fratello. «Giampiero è stato fantastico, un vero artista. I suoi disegni li conservo con cura. Quando lo incontrai al Castello mi disse: adesso vedrai che bella sorpresa. Ed è stato così».
LaPrì
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