'Ndrangheta, le rivelazioni del pentito Figliuzzi: "I Patania volevano uccidere anche Mantella"
Dai verbali del collaboratore di giustizia emergono nuovi retroscena. In carcere si preparava un memoriale per screditare i pentiti e confondere le acque nel processo
Non c'è soltanto la faida tra la famiglia Patania di Stefanaconi ed i Piscopisani. Le rivelazioni dell'ultimo collaboratore di giustizia Nicola Figliuzzi esemplificano il modo in cui le cosche si muovevano indisturbate sul territorio, mettendone seriamente a repentaglio la sicurezza. Ed è proprio in questo contesto che salta fuori la figura di Andrea Mantella, anch'egli divenuto - come noto - collaboratore di giustizia.
La black list. "Non ho conosciuto Andrea Mantella - ha spiegato Figliuzzi - ma di lui avevo sentito parlare dai fratelli Patania e so che era nella lista dei nomi di tutti coloro che dovevano essere uccisi. Lui avrebbe dovuto essere ucciso - ha precisato Figliuzzi - subito dopo essere uscito dal carcere".
Il chiarimento. Poi Figliuzzi è ritornato sui dettagli della faida e sulle informazioni fornite da Loredana Patania rispetto al tentato omicidio di Francesco Calafati: "Lei ha sentito parlare di quello che accadeva alle riunioni, ma non ha assistito al tentato omicidio: i nomi degli autori da lei indicati erano giusti, corretti, ma non essendo presente non ha potuto essere puntuale sulle modalità esecutive dell'omicidio".
Il memoriale per screditare i pentiti. Quanto alla barbara uccisione di Giuseppe Matina, invece, Cristian Loielo avrebbe riferito a Figliuzzi che Loredana Patania lo aveva riconosciuto perchè erano andati a volto scoperto. "Solo che io, insieme ai Patania - ha proseguito il collaboratore di giustizia - all'interno del carcere di Siano ho preparato un memoriale che ho scritto personalmente per confondere le acque nel processo e per far ricadere la colpa su Loredana e Daniele Bono".
Agguato in divisa. Confermato anche un dettaglio legato al tentativo dei Patania di eliminare Rosario Fiorillo, espressione del gruppo dei Piscopisani ed elemento di spicco del gruppo armato che faceva capo a Francesco Scrugli. "Quando sono arrivato giù ai primi di gennaio 2012 - ha ribadito - ho sentito da Daniele Bono che era stato fatto da qualcuno dei fratelli Patania i quali, per l'occasione, avevano indossato gli indumenti delle forze dell'ordine".
L'assalto fallito a Scrugli in ospedale. Non ha tralasciato, Figliuzzi, neppure i tentati omicidi di Francesco Scrugli, poi ucciso a Vibo Marina. Dopo un primo ferimento di quest'ultimo, i Patania tentavano di individuare il modo per ucciderlo. E durante uno dei loro incontri a Nicotera Marina Pantaleone Mancuso avrebbe espresso a Saverio Patania la necessità di ammazzarlo anche in ospedale. "Però - ha specificato Figliuzzi - serviva una pistola con il silenziatore. So che uno degli albanesi è andato in ospedale, ma non avendo la pistola con il silenziatore non ha potuto fare nulla perchè rischiava di essere scoperto".
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