Non è tardata ad arrivare la replica dell'ex presidente del Consiglio Giuseppe Muratore all'attuale assessore Giovanni Russo. Oggetto della discussione è l'importante debito con la Regione sui rifiuti, che potrebbe portare a breve il Comune di Vibo ad un secondo dissesto finanziario. "Nella mia intervista a Zoom24 ho nominato l’Assessore Giovanni Russo, verso il quale nutro un profondo rispetto - esordisce Muratore - senza alcuna intenzione di rivolgergli accuse ma solo perché il 30 luglio 2018 era presente alla seduta di Consiglio Comunale dove si discuteva un debito fuori bilancio di 919.751,20 euro relativo ad un atto di diffida della Regione Calabria riguardante il pagamento della tariffa rifiuti solidi urbani annualità 2016".

Il pagamento del debito del 2018. Come emerge dagli atti, "la Regione Calabria, all’epoca, propose un piano di rientro che prevedeva il pagamento immediato di un acconto del 10% pari a 231.975,12 ed il pagamento del residuo debito in 60 rate mensili di euro 35.187,88 a decorrere dal 31.07.2018, rateizzazione giustamente contestata, in quel consiglio, in primis dall’ex Consigliere Comunale Pasquale Contartese e sostenuta dall’allora Consigliere Giovanni Russo, tant’è che la rateizzazione fu poi rettificata con pagamento in tre anni in base alle norme vigenti". Da questa premessa sorge quindi una prima importante domanda: "Nei bilanci 2018-2019-2020 vi era la necessaria copertura finanziaria e si prevedeva nei futuri bilanci dal 2021 la necessaria spesa. Una prima domanda sorge spontanea, ad oggi, è stato onorato il pagamento delle rate suddette?".

Confusione all'interno del Comune. "L’assessore Russo - continua l'ex presidente del Consiglio - mi manda a dire tramite un articolo apparso sul quotidiano Zoom 24 che riporterei in modo 'frenetico e confusionario' alcuni dati. Gli rispondo dicendo che ultimamente un po’ di confusione aleggia anche all’interno del Palazzo Municipale e ancor più confusione e disorientamento vengono trasferiti ai liberi cittadini i quali si chiedono come sia possibile che un’amministrazione non conosca debiti, quali essi siano, riferiti nientemeno al 2016. Una Amministrazione che, oltretutto, ha presentato al Ministero un piano di riequilibrio pluriennale".

I dubbi di Muratore. "Ma procediamo per gradi", afferma. "L’assessore Russo parla, senza pubblicarlo, di 'un ulteriore debito dovuto ad un aumento tariffario del servizio, sempre per gli anni 2016 e 2017 a seguito di un aumento certificato dei costi. Tale importo è stato determinato nell’anno 2019' e in conclusione mi manda a dire che 'con il mio solito garbo, avrò modo di approfondire la problematica'". "In qualità di comune cittadino - prosegue - non avendo modo di prendere visione dei documenti di cui trattasi chiedo, dunque, all’Assessore Russo, al quale riconosco altrettanto garbo e precisione, di pubblicare la cartella esattoriale inviata dalla Regione". Aggiungendo: "Chiedo ciò in quanto avendo fatto riferimento ad un debito conosciuto riferito al 2016 e pervenuto nel 2018, debito legato ad una tariffa  'certa' richiesta dalla Regione Calabria, come mai la stessa Regione Calabria non ha applicato l’aumento dei costi nella sopracitata richiesta? Se ne è forse dimenticata per mandarla poi nel 2019?".

La richiesta della Regione è legittima? "Per definire meglio i termini della questione, faccio un esempio: immaginiamo che io volessi applicare un aumento di canone ad un mio inquilino a partire dall’anno 2016, credo sarebbe giusto comunicargli l’aumento di canone nel 2016 e non nel 2019 altrimenti me lo potrebbe contestare". "Insomma - si chiede Muratore - può la Regione Calabria inviare un aumento di tariffa rifiuti solidi urbani nel 2019 riferito al 2016 di cui si stanno pagando rate, con tariffa certa, e con lacrime e sangue per i cittadini? La Regione all’epoca ci aveva avvertito, forse, che la tariffa non fosse certa? Esiste una comunicazione a tal riguardo nell’atto di diffida o nel piano di rientro proposti dalla Regione Calabria?".

Pronto a scusarsi pubblicamente. "Si accerti di tutti questi interrogativi l’Assessore Russo - conclude - e, nel caso, il Comune contesti alla Regione l’applicazione dell’aumento tariffario fino ad oggi  'sconosciuto' per come afferma l’amministrazione". Dichiarandosi pronto "per il grande senso di rispetto che nutro nei confronti delle istituzioni, qualora i miei interrogativi non avessero un senso" a "scusarmi pubblicamente con tutta l’amministrazione e con tutti i miei concittadini".

(A.S.)

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