La Procura della Repubblica di Vibo Valentia ha notificato un avviso di conclusione indagini e contestuale avviso di garanzia ad Angelo D'Andrea e a Pasquale Antonio D'Andrea, rispettivamente padre e figlio di 62 e 34 anni, entrambi di Vibo Valentia ed accusati di essere gli autori dell'aggressione avvenuta nel marzo del 2017 ai danni del medico dell'Asp Fortunato Carnevale. Secondo l'accusa, in concorso tra loro, i D'Andrea avrebbero scaraventato a terra il 68enne in servizio al Dipartimento prevenzione dell'Azienda sanitaria provinciale, provocandogli la lussazione della spalla destra, contusioni escoriate di ginocchio sinistro e mano sinistra, contusione all'occhio destro e contusioni multiple diffuse guaribili in trenta giorni. Accuse aggravate dall'aver commesso il fatto contro un pubblico ufficiale.


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L'aggressione. Carnevale, insieme ad un suo collega, si era infatti recato al panificio ubicato nei pressi della chiesa del Rosario per effettuare un controllo igienico-sanitario. Dopo una breve conversazione, sarebbe quindi stato aggredito prima all'interno del locale e successivamente all'esterno. Picchiato e malmenato fino all'intervento della guardia di finanza che, proprio in quel momento, stava transitando sulla strada teatro dell'aggressione. Per questo episodio il pm della Procura di Vibo Filomena Aliberti aveva chiesto la misura cautelare sia per Angelo D'Andrea che per il figlio Pasquale Antonio. Il gip ha però rigettato la richiesta così come il Tribunale del Riesame al quale il sostituto procuratore si era rivolto. Nei confronti dei D'Andrea non è stata applicata alcuna misura e risultano quindi indagati a piede libero. A difenderli l'avvocato Santo Cortese.

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