Medico dell'Asp di Vibo aggredito, richiesta d'arresto respinta per padre e figlio
Il Tribunale di Vibo Valentia, a quanto pare, non dovrebbe aver rilevato la gravità indiziaria a carico di Angelo e Pasquale D'Andrea. La parola passa al Riesame
Il gip del Tribunale di Vibo Valentia ha respinto la richiesta d'arresto per Angelo D'Andrea, 61 anni e per il figlio Pasquale Antonio di 35 anni avanzata dalla Procura della Repubblica. Mancano evidentemente i gravi indizi di colpevolezza nei confronti dei titolari della panetteria "La spiga d'oro" accusati di aver aggredito all'interno della propria attività un medico dell'Asp che si era recato per effettuare dei controlli di carattere igienico sanitario. Un verdetto dinanzi al quale la Procura di Vibo, tuttavia, non si è arresa e proponendo appello. La prossima udienza è fissata per il 18 maggio al Tribunale del Riesame di Catanzaro.
La ricostruzione. L'aggressione, che costrinse il dott. Fortunato Carnovale a rimanere per diversi giorni ricoverato in un letto d'ospedale, sarebbe scaturita dopo che il professionista del Dipartimento di prevenzione dell'Asp aveva indicato ai proprietari alcuni interventi da eseguire nel locale, per adeguarlo alla normativa esistente in materia.
La reazione. Un input che avrebbe letteralmente mandato in escandescenza padre e figlio i quali non avrebbero esitato a passare alle vie di fatto. Il sanitario sarebbe stato prima aggredito verbalmente e poi preso a calci e pugni mentre tentava di darsi alla fuga.
L'inchiesta. Le indagini effettuate dai carabinieri della Stazione di Vibo avevano portato la Procura della Repubblica a chiedere l'arresto per padre e figlio. Richiesta respinta dal Tribunale. Sarà adesso il giudice del Riesame di Catanzaro a dover decidere.
