IL COMMENTO | Vibo, le elezioni "falsate" sono un problema serio: basta fare finta di nulla
Le infinite schiere di candidati che, puntualmente, affollano le elezioni vibonesi a ogni tornata elettorale, avranno mai fine? Arriverà un giorno in cui la questione verrà affrontata seriamente, in cui si farà "mea culpa" e si proverà a dare a Vibo Valentia delle elezioni degne di questo nome? A quanto pare quel giorno è ancora lontano. La questione è stata sollevata nell'ultimo Consiglio comunale dal consigliere del M5S Domenico Santoro, in merito al passaggio di molti consiglieri da gruppi "civici" a Forza Italia. "Lo avete detto esplicitamente – ha tuonato in aula Santoro – vi siete suddivisi solo per la campagna elettorale. Avete imbrogliato la città, vi siete suddivisi solo per prendere voti e imbrogliare la gente. Se avete coraggio la prossima volta vi presentate con una lista sola".
Il premio "giustificazione più fantasiosa del giorno" è stato poi assegnato al consigliere di Forza Italia Lorenzo Lombardo, secondo cui in realtà non c'è stato alcun "imbroglio" perchè "ci siamo suddivisi perchè tanta e tale era la voglia di partecipare a quelle elezioni perché credevamo nel progetto del sindaco Limardo". E quindi, proseguendo nel ragionamento, "non è assolutamente vero che abbiamo tradito il patto con gli elettori, anzi lo abbiamo fortificato”.
Scendendo dal mondo dei sogni in cui a Vibo Valentia tutto funziona bene e la morale, anche politica, la fa da padrone, proviamo però a tornare con i piedi per terra. Quello delle elezioni "falsate" - mi si passi il termine - dal mostruoso numero di candidati, è un problema reale e, soprattutto, un serio pericolo per la democrazia. E non c'è bisogno di essere i migliori analisti politici dell'anno per denunciarlo: lo sanno tutti. Tutti, a Vibo Valentia, hanno sentito candidati affermare di essersi presentati solo per portare voti e non perchè credevano realmente di essere eletti. Tutti si sono indignati per gli articoli che riportavano l'assurdità di un'elezione dove c'era un candidato ogni 28 elettori. In diversi - forze politiche e associazioni - hanno chiesto nel tempo di porre fine a questa oscena pratica di presentarsi con oltre 200 "candidati" a supporto, quando il limite per ogni lista è di 32 persone.
E in fondo, con tutte le precisazioni del caso su aspiranti sindaci e candidati consiglieri, non stupisce troppo che le elezioni le vinca chi ha più liste a seguito: nel 2019 Maria Limardo con 8 liste (contro le 6 di Stefano Luciano); nel 2015 Elio Costa con 7 liste (contro le 5 di Antonio Lo Schiavo); saltando il 2010 in cui si andò al ballottaggio - ma al primo turno il più votato fu Michele Soriano con 7 liste - anche nel 2005 vinse Sammarco che aveva ben 9 liste (contro le 4 di Martino Grillo). Poi, naturalmente, conta anche il peso politico e la capacità di attrarre voti di ogni singola lista. E nessuno qui vuole sminuire il voto popolare che ha portato i sindaci in questione a essere legittimamente eletti a seguito di un legittimo voto popolare. Ma non si può fare finta di nulla.
Se si vuole cambiare la città, se si vuole cambiare modo di fare politica, se si vuole portare avanti una rivoluzione culturale, allora la provocazione del M5S deve essere un elemento fondamentale delle prossime elezioni: "Se avete coraggio la prossima volta presentatevi con una lista sola". È vero. Mancano poi diversi anni e questi sembrano discorsi più teorici che pratici, ma è ora che i cittadini vibonesi inizino a prendere consapevolezza dell'importanza di un'elezione trasparente, pulita, dove si candida solo chi vuole davvero provare a migliorare la città e non chi vuole "fare numero" a supporto di questo o quel candidato. La qualità della vita di ognuno di noi, provare per credere, passa dal livello di democrazia di una comunità. La città di Vibo Valentia, nello specifico, quanta democrazia può vantare?
