In paese non si parla d'altro. Nelle piazze, nei bar e sui social, il nome che in queste ore raccoglie attestati di stima e ammirazione è quello di Serena Opipari, la giovane infermiera originaria di Zagarise, nel Catanzarese, che nei giorni scorsi si è resa protagonista di un gesto che ha contribuito a salvare la vita a un bambino in grave difficoltà.

La vicenda si è verificata sul litorale di Porto Corsini, in provincia di Ravenna, durante una normale giornata al mare che rischiava di trasformarsi in tragedia. Un bambino di appena tre anni si è improvvisamente trovato in condizioni critiche dopo aver ingerito una notevole quantità d'acqua.

Tra le persone presenti sulla spiaggia c'era anche la professionista calabrese, che ha immediatamente compreso la gravità della situazione. Senza esitazione ha messo a disposizione le competenze maturate nel proprio percorso lavorativo, intervenendo con lucidità e rapidità nei momenti più delicati dell'emergenza.

Grazie alle manovre di primo soccorso eseguite nell'immediatezza, il piccolo ha potuto mantenere condizioni vitali fino all'arrivo dell'equipe sanitaria, che ha poi proseguito le cure necessarie. Un intervento che, secondo quanto emerso, si è rivelato determinante nelle fasi cruciali dell'assistenza.

Trentadue anni, attualmente impegnata professionalmente presso il reparto di terapia intensiva dell'ospedale Sant'Orsola di Bologna, Serena non ha dimenticato le proprie radici. A Zagarise vivono ancora i suoi familiari e proprio nel centro presilano la notizia è stata accolta con grande emozione.

In poche ore i messaggi di congratulazioni si sono moltiplicati. Cittadini, amici e conoscenti hanno voluto manifestare pubblicamente il proprio apprezzamento per un gesto che va oltre il semplice dovere professionale e che testimonia il valore umano e la preparazione di una giovane donna che continua a distinguersi nel proprio lavoro.

Per la comunità zagaritana, l'episodio rappresenta motivo di orgoglio e soddisfazione. Una storia di competenza, altruismo e sangue freddo che ha trasformato una giornata di vacanza in un esempio concreto di come la professionalità possa fare la differenza quando ogni secondo diventa decisivo.