La SS18 chiusa per una frana, con i tempi di riapertura che non saranno certo brevi (come ha ammesso lo stesso prefetto Francesco Zito), è solo l'ultimo disagio a cui devono andare incontro i cittadini di Vibo Valentia. Tra buche, cedimenti dell'asfalto, transenne e rotonde in costruzione, per gli automobilisti - e anche per i pedoni - capire come muoversi in città sta diventando abbastanza complesso. A partire da via degli Artigiani, la strada nei pressi del liceo Scientifico e del Capialbi, bloccata da lavori che sembrano in fase di stallo. Le transenne sono rimaste lì per mesi e mesi perchè, ha spiegato l'Amministrazione comunale, l'intervento era complesso e c'era bisogno di cercare i fondi necessari. Le somme erano state trovate, alla fine, ma nulla è cambiato. Salvo rendersi conto dopo qualche settimana della necessità di un segnale di divieto per fermare gli automobilisti meno prudenti.

Ma non è certo l'unico caso. La transenna in via Lacquari, poco più avanti del nuovo tribunale, è ferma lì ormai da mesi, da inizio dicembre. E a tenerle compagnia c'è quella nella rotonda di viale Giovanni Paolo II (che collega il centro al quartiere Moderata Durant) anche in questo caso diventata parte integrante del paesaggio. A questo si aggiungono le rotonde - nate per semplificare il traffico ma che hanno diviso l'opinione pubblica, come d'altronde qualunque cosa venga fatta - che stanno sorgendo in diversi punti. A partire da quella prima di imboccare la SS18 verso le frazioni marine, ormai completata, a quella - pochi metri più avanti - ancora in costruzione, nei pressi dell'ospedale "Jazzolino".

Un vero percorso a ostacoli per gli automobilisti. E anche per l'Amministrazione, in realtà, che si trova a dover fare i conti con pochi fondi a disposizione e strade che cadono a pezzi giorno dopo giorno. Qualche buca viene riparata, ogni tanto. Qualche strada asfaltata, qualche rotonda costruita. Sembrerebbe semplicemente il minimo, l'ordinario, in una città normale. Ma alt, non si può dire. Il sindaco Maria Limardo e la sua Giunta hanno più volte detto (urlato, in realtà: non si capisce bene perchè spesso questo concetto venga espresso alzando la voce) che "è un miracolo" anche solo "aprire il Municipio", "garantire l'ordinario". I cittadini dovrebbero quindi ringraziare che qualcosa venga fatta, ogni tanto, e rendersi conto del "miracolo" davanti a loro. Non vorremmo che il rischio, però, fosse quello di doversi coprire gli occhi davanti a un fatto indiscutibile: le strade crollano a pezzi, i disagi durano mesi e mesi, e la qualità della vita dei vibonesi continuare a scendere.