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«Risulta che, su richiesta della prefettura di Vibo Valentia, la Commissione centrale consultiva per l’adozione delle misure di sicurezza personale abbia disposto la revoca della misura di 4 livello adottata nei confronti della moglie e dei figli del testimone di giustizia Pino Masciari. La decisione suscita molta preoccupazione, anche in considerazione del particolare contesto territoriale interessato e del fatto che la posizione dei familiari dei testimoni di giustizia sia spesso strettamente connessa alle conseguenze derivanti dalle scelte di denuncia e collaborazione con lo Stato» Lo si legge in una nota del M5s

«Per questo abbiamo presentato un’interrogazione al ministro dell’Interno, a prima firma Ascari alla Camera e Nave al Senato, per capire quali valutazioni abbiano condotto alla revoca della misura e se siano state adeguatamente considerate tutte le condizioni di rischio attuali e potenziali connesse alla posizione del nucleo familiare interessato. Vogliamo sapere in particolare quali elementi informativi e valutativi siano stati acquisiti dalla prefettura di Vibo Valentia ai fini della decisione assunta; se siano stati considerati non soltanto eventuali elementi di minaccia attuale, ma anche il contesto territoriale, criminale e relazionale nel quale il nucleo familiare continua a vivere; se il ministero ritenga che la revoca della misura sia pienamente compatibile con il principio di massima tutela che deve caratterizzare l’azione dello Stato nei confronti dei testimoni di giustizia e dei loro familiari. I testimoni di giustizia rappresentano una risorsa fondamentale nella lotta alla criminalità organizzata e il loro contributo alle indagini e ai procedimenti giudiziari costituisce un presidio essenziale di legalitàe di difesa delle istituzioni democratiche», affermano i componenti del M5s in commissione Antimafia, Stefania Ascari, Anna Bilotti, Federico Cafiero De Raho, Michele Gubitosa, Luigi Nave e Roberto Scarpinato.