FOCUS | Fusione Comuni: più soldi, meno tasse e maggior peso politico
L'iter avviato da Corigliano e Rossano potrebbe essere seguito da altre realtà della Calabria. A Vibo Valentia, Rete Civica ha rilanciato di recente la proposta.
Meno tasse, maggiori possibilità economiche, un peso specifico ragguardevole sul piano politico. La fusione tra i Comuni di Corigliano e Rossano può significare anzitutto questo. E aprire la strada a nuovi esperimenti di conurbazione in Calabria. Quella tra le due realtà dello Jonio cosentino è la prima tappa ( l'iter dovrà essere completato dalla regione che avvierà le pratiche per il referendum) di un percorso che potrebbe interessare diverse aree della punta dello Stivale.
Le ragioni del sì. Esistono infatti degli oggettivi vantaggi per i Comuni che uniscono le proprie "forze" anche in termini di popolazione residente. Rossano-Corigliano scalzerà Lamezia Terme dal podio di terzo Comune della Regione. E ad una città di 90mila abitanti sarebbe più difficile infliggere colpi letali in temi di soppressione di Tribunali e chiusura di scuole e ospedali, del taglio di "seggiole di palazzo" renzianamente intese.
Più dinamismo. Sul piano prettamente contabile, verranno azzerati i bilanci. Dunque, ripartendo da zero, sarà possibile diminuire le imposte per la comunità. Per un ente di dimensioni più ampie diverrà più semplice assumere quando necessario, ma anche razionalizzare la spesa per il personale impiegandolo in modo più efficace. Per non parlare delle deroghe al patto di stabilità che consentirebbero di liberare risorse. Gli esperti parlano di un vero "affare". Una piccola rivoluzione destinata a fare proseliti. Basti pensare che in Parlamento giace una proposta di legge che mira ad eliminare, accorpandoli, gli enti al di sotto dei cinquemila abitanti.
Addio ai Comuni con meno di 5000 abitanti: in Calabria sparirebbe il 79% degli enti ( LEGGI QUI)
"Valentia". L'idea della fusione viene coltivata da varie associazioni da un estremo all'altro della Calabria. A Vibo, Rete Civica propone da tempo di mettere insieme tredici comuni per dar vita a “Valentia”, un’area urbana da quasi 90mila abitanti. In una tale eventualità, l’antica Monteleone diverrebbe la terza città della Calabria. Nell’attuale capoluogo confluirebbero ben dodici realtà. Nello specifico, Pizzo, Mileto, Maierato, Jonadi, San Gregorio d'Ippona, Sant'Onofrio, San Costantino Calabro, Filandari, Briatico, Filogaso, Stefanaconi, Cessaniti. La proposta è stata rilanciata nel corso dell’ultima riunione di Rcv, nella convinzione che questa sia "per il territorio, l’unica via d'uscita rispetto all'isolamento ed alle attuali condizioni di grave ritardo e sottosviluppo".
Rete Civica rilancia l'idea dell'area urbana vasta: ecco Valentia (LEGGI QUI)
