Uno degli obiettivi che l'Amministrazione Limardo si era data in campagna elettorale era il censimento delle antenne presenti sul territorio di Vibo Valentia, così da tenere sotto controllo l’inquinamento elettromagnetico. A che punto siamo? "Abbiamo chiesto un censimento all'Arpacal - ci ha spiegato l'assessore all'Ambiente, Vincenzo Bruni - che ci ha indicato tutti gli impianti che hanno richiesto una loro autorizzazione preventiva".

Circa 200 antenne, dieci impianti 5G


Si tratta di un elenco, di circa 200 antenne, che indica di tutti gli impianti che trasmettono segnali di teleradiodiffusione installati a partire dal 2003 ad oggi. Tra questi si contano anche, nello specifico, gli apparati 4G attivi dal 2014, 44 impianti 4G-Lite autorizzati dal 2017, e infine anche 10 impianti 5G autorizzati a partire dal 2020.

Attualizzare il "Regolamento Gambardella"


"Il prossimo passo - spiega l'assessore Bruni - sarà adesso chiedere agli uffici comunali competenti un censimento per tutti gli impianti che per legge non hanno bisogno di un'autorizzazione preventiva di Arpacal". Il riferimento è, ad esempio, ai ponti radio o agli impianti di potenza o dimensione modesta. L'obiettivo è avere il censimento in tempi brevi così da poter dare una corretta applicazione al noto "Regolamento Gambardella" - ovvero il "Regolamento per la tutela dall'inquinamento acustico e da radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti sul territorio comunale" - e se necessario procedere ad attualizzarlo in virtù di eventuali nuove esigenze.

Le mancanze del Comune evidenziate dal M5S


La questione era stata sollevata dal consigliere Silvio Pisani (M5S) lo scorso settembre, quando aveva raccontato che “dopo aver fatto un po’ avanti e indietro tra gli uffici Ambiente, Urbanistica e SUAP mi sono accorto che non esiste alcun ‘Catasto comunale degli impianti’“. Ovvero? “In altre parole negli uffici non sanno dove sono posizionate tutte le antenne e i relativi impianti“. Di conseguenza, evidenziava Pisani, “non si può installare una rete fissa di monitoraggio automatico dei campi elettromagnetici sul territorio comunale; quindi, a questo punto, le aziende facciano un po’ come gli pare“. Segnalando anche alcune installazioni che, a suo avviso, potrebbero essere troppo vicine a luoghi sensibili (ne abbiamo parlato QUI).

L'aspetto economico


L'attenzione sul tema era stata chiesta anche dal consigliere Nico Console, di Forza Italia, che si era soffermato però su un altro aspetto: quello dei tributi che il Comune potrebbe incassare dalla presenza delle antenne sul territorio. Adesso qualche passo avanti è stato fatto, con l'ottenimento dall'Arpacal dei primi dati utili a dar vita al "Catasto comunale degli impianti", e sia della questione economica che di quella ambientale se ne dovrebbe discutere a breve - forse il prossimo mese - all'interno della commissione Ambiente del Consiglio comunale.