Antenne e radiazioni a Vibo, la denuncia: "Mostri troppo vicini a scuole e luoghi sensibili"
Antenne posizionate troppo vicine ai "luoghi sensibili", tra cui le scuole, non rispettando quanto previsto dal regolamento comunale. Oltre alla mancanza, negli uffici, di una mappatura di tutti gli impianti installati, necessaria per poter prendere decisioni a tutela della salute dei cittadini. Il noto "Regolamento Gambardella", che si occupa della tutela dell’inquinamento acustico e da radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti sul territorio comunale di Vibo Valentia, era tornato di attualità dopo la richiesta del consigliere Silvio Pisani (M5S) di discuterne in Commissione circa un anno fa, "ma da allora per diversi impegni della commissione stessa non è stato più discusso". Il documento, approvato nel marzo del 2010, è uno dei regolamenti "più importanti - afferma Pisani in una nota - perché riguarda la salute, l’ambiente, l’urbanistica e i tributi.
"Devo dire che questo regolamento è stato stilato, dalla buonanima del signor Gambardella - prosegue il pentastellato - in modo molto attento e lungimirante senza lasciare nulla al caso". Perchè dunque se ne sta parlando? "Dopo aver fatto un po' avanti e indietro tra gli uffici Ambiente, Urbanistica e SUAP - spiega Pisani - mi sono accorto che non esiste alcun 'Catasto comunale degli impianti'". Ovvero? "In altre parole negli uffici non sanno dove sono posizionate tutte le antenne e i relativi impianti". Quindi, non avendo una mappatura, come previsto dall' articolo 1 comma 3 lettera G del regolamento, "non si può installare una rete fissa di monitoraggio automatico dei campi elettromagnetici sul territorio comunale; quindi, a questo punto, le aziende facciano un po' come gli pare".
"A parte il fatto che l’ufficio ambiente non sappia nulla non lascia ben sperare - continua la nota - dall’ufficio urbanistica mi è stato risposto che loro rilasciano solo un parere su richiesta del Suap ma l’invito ad andare a rileggere il regolamento altrimenti alcuni pareri dovrebbero essere fortemente negativi e non si spiega il perché di alcune installazioni nelle vicinanze di siti sensibili. Il Suap riceve le pratiche chiede i pareri qualche consulenza tecnica via telefono e invia il tutto all’Arpacal, per un altro parere tecnico, ma l’autorizzazione dev’essere comunque rilasciata dal dirigente di Settore la dottoressa Adriana Teti".
Da qui i dubbi posti "da cittadini e non da consiglieri comuni", tra cui principalmente se viene rispettato il divieto di installazione a meno di 300 metri dalle aree sensibili. "Le antenne posizionate nel territorio vibonese sono centinaia, ne prendo due a caso - denuncia Pisani - una è quella da poco installata in via E.Gagliardi a una distanza di 150 metri circa (in linea d’aria) dall’I.T.C. G. Galilei e dal Comune stesso e l’altra già installata da tanto tempo nella IV traversa di via Parodi a Vibo Marina anche qui medesima distanza o quasi dall’asilo comunale, scuola primaria De Maria e secondaria A.Vespucci".
L'elenco delle cose che non vanno, insomma, è abbastanza lungo: "Insomma, abbiamo un regolamento perfetto che evidentemente non viene preso in considerazione, mancano gli allegati al regolamento stesso, non si trovano, non esiste un piano di sviluppo entro il 31 dicembre di ogni anno art 4 del Reg., manca un controllo annuale e una pubblicazione di una cartografia aggiornata recante l’individuazione e la caratterizzazione giusto art. 3 c. 2 lett. D, E, F, della legge quadro 36/2001 che il comune dove provvedere ad effettuare entro il 31 gennaio di ogni anno. Inoltre, un eventuale catasto e mappatura, non dev’essere solo in mano all’ArpacaI, sempre che sia in loro possesso ed ho forti dubbi, ma che siano presenti anche nell’ufficio Urbanistica ed Ambiente, altrimenti come farebbero a dare un parere?
"La domanda nasce spontanea e non capisco perché a un bar o al mercatino si va a controllare il metro di occupazione in più o se un privato vuole pulire una strada o piantumare deve chiedere un’autorizzazione aspettare 30 giorni e non vale il silenzio assenso, ma non si notano e controllano certi mostri piazzati sugli edifici? Pertanto, chiedo all'illustrissimo procuratore Camillo Falvo, molto attento anche alle tematiche ambientali, e invito le autorità competenti delle rispettive forze di Polizia - conclude Pisani - a fare un controllo tra gli atti corrispondenti negli uffici e le norme applicate dagli stessi, perché si tratta soprattutto di salute pubblica".
