Si conclude con due condanne il procedimento celebrato con rito abbreviato davanti al giudice dell'udienza preliminare di Catanzaro nell'ambito di un'inchiesta che ha acceso i riflettori sui lavori infrastrutturali lungo la Strada Statale 106 Jonica.

Il giudice ha emesso una sentenza nei confronti di Leonardo "Nino" Abbruzzese e Antonio Salvo, ritenendo sussistente l'aggravante del metodo mafioso ma escludendo quella dell'agevolazione mafiosa contestata dall'accusa. Per Abbruzzese è stata inflitta una pena di sette anni, un mese e dieci giorni di reclusione, mentre Salvo è stato condannato a cinque anni e quattro mesi.

Il procedimento trae origine da un'attività investigativa sviluppata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro in relazione ad alcuni subappalti collegati ai lavori del Terzo Megalotto della Statale 106, uno degli interventi infrastrutturali più rilevanti della Calabria.

Secondo quanto emerso dalle indagini, l'inchiesta avrebbe preso avvio dalla denuncia presentata da un imprenditore operante nel settore delle costruzioni, che avrebbe segnalato richieste economiche ritenute illecite legate all'esecuzione di opere per un valore di diversi milioni di euro.

Gli investigatori hanno concentrato l'attenzione su presunti meccanismi utilizzati per reperire le somme richieste attraverso rapporti commerciali e fatturazioni considerate anomale. L'ipotesi accusatoria sosteneva l'esistenza di un sistema finalizzato a trasferire risorse economiche mediante operazioni apparentemente regolari, ma ritenute strumentali al pagamento delle somme oggetto delle contestazioni.

Nel corso dell'attività istruttoria sono stati acquisiti numerosi elementi investigativi, tra cui intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, oltre a documentazione bancaria, fiscale e amministrativa esaminata dagli inquirenti per ricostruire i flussi economici e i rapporti tra imprese e soggetti coinvolti.

La sentenza rappresenta uno dei primi approdi giudiziari di un'inchiesta che ha interessato il delicato settore degli appalti pubblici legati alle grandi opere infrastrutturali in Calabria, territorio da sempre al centro dell'attenzione delle autorità investigative per il rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata nell'economia legale.