Il mondo del volontariato e la Calabria intera si stringono in un silenzio carico di commozione per la scomparsa del Professor Antonio Trento, membro onorario dell’Organizzazione di Volontariato “Basta Vittime sulla Strada Statale 106” e storico presidente dell’associazione “Capodanno in Paradiso”. Con la sua morte, avvenuta nella giornata di ieri, scompare una delle coscienze civili più integre e coraggiose della regione, un uomo che ha saputo trasformare la tragedia più cupa in una missione collettiva.

La vita di Antonio Trento cambiò per sempre nella tragica notte del 30 dicembre 2003, quando un incidente stradale sul Ponte Molinello gli strappò il figlio Giuseppe e l’amico Claudio Mazzietello. Da quel momento, il professore scelse di non chiudersi nel proprio abisso, ma di diventare un presidio vivente contro l’indifferenza istituzionale.

Non è mai stato un uomo di compromesso. Celebre restò la sua denuncia in diretta nazionale su La7 nel 2021, quando con fermezza profetica puntò il dito contro la classe dirigente: «Tantissimi funzionari e politici calabresi finiranno all'inferno [...] perché non hanno fatto quello che dovevano fare quando dovevano farlo».

L'Organizzazione "Basta Vittime sulla 106", nel piangere il suo componente del Consiglio Direttivo, non rinuncia alla battaglia che fu di Trento. Il comunicato diffuso dall'associazione esprime infatti una profonda indignazione per il blocco dei lavori di messa in sicurezza proprio del Ponte Molinello di Cariati, teatro della tragedia del 2003.

Nonostante il finanziamento e l'avvio del cantiere atteso da dieci anni, un ricorso al TAR e la successiva sospensiva hanno nuovamente paralizzato tutto. L’Organizzazione punta il dito contro le «gravissime responsabilità morali» di chi ha bloccato l'opera e contro l’immobilismo del CTU incaricato, avvertendo che, se il cantiere non ripartirà, la battaglia legale si sposterà al Consiglio di Stato e alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.

«Antonio Trento non andrà all'inferno – scrivono i volontari – perché ha fatto fino all'ultimo ciò che doveva fare». Il ricordo del Professore resta affidato alla citazione degli Atti degli Apostoli che amava ripetere: «Alzati! Ti costruisco testimone di quel che hai visto!».

Oggi la Calabria perde un uomo libero, ma eredita un insegnamento che non smetterà di camminare sulle gambe di chi continua a battersi per una Statale 106 più sicura. «Addio Professore. La terra ti sia lieve».