Calabria, dramma sfiorato sul viadotto Cannavino: 29enne salvata dall'intervento di un militare e dei Carabinieri
La giovane madre aveva già oltrepassato la barriera del ponte. Decisivo il dialogo avviato da un automobilista di passaggio fuori servizio, che l'ha trattenuta fino all'arrivo dei soccorsi
Una tragedia stroncata sul nascere grazie al coraggio, alla sensibilità e alla prontezza di chi non ha voltato la testa dall'altra parte. È quanto accaduto nella serata di ieri a Celico, nel Cosentino, teatro di ore di altissima tensione che hanno tenuto con il fiato sospeso i soccorritori sul noto viadotto Cannavino. Una ragazza di 29 anni, visibilmente scossa, è stata tratta in salvo a un passo dal baratro.
La dinamica degli eventi, ricostruita in seguito dalle forze dell'ordine, racconta di una scelta disperata: la ventinovenne ha accostato la propria vettura nei pressi dello svincolo di Celico, incamminandosi poi a piedi verso la parte centrale della struttura. Una volta lì, ha superato la recinzione di sicurezza, manifestando l'intenzione di compiere un gesto estremo.
A fare la differenza tra la vita e la morte è stato lo sguardo attento di un automobilista di passaggio. L'uomo, un militare in quel momento libero dal servizio, ha capito immediatamente la gravità della situazione e ha inchiodato l'auto.
Senza esitare, si è avvicinato alla giovane e ha iniziato a parlarle, cercando di conquistare la sua fiducia per evitare il peggio. Un filo invisibile di parole che ha retto il peso di quei minuti drammatici:
«Gli ho parlato, l'ho fatta sfogare», ha raccontato poi lo stesso militare in un toccante post affidato ai social network nelle ore successive.
Mentre l'uomo teneva la ragazza legata a sé con il dialogo, sul posto sono piombate a sirene spiegate le pattuglie dei Carabinieri. L'azione congiunta dei militari dell'Arma e del primo soccorritore ha permesso di afferrare la giovane e riportarla al sicuro sulla carreggiata, ponendo fine all'incubo.
Subito dopo sono intervenuti i sanitari dell'associazione “Amicizia e Solidarietà Presilana”. L'ambulanza ha prestato le prime cure alla ventinovenne – che a casa ha una bimba di appena un anno e mezzo – per poi disporre il trasferimento in ospedale per i necessari accertamenti medici e il supporto psicologico.
